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”Cattolica contro la mafia”, Our Voice: ”La mentalità mafiosa è il vero problema”

Martedì 11, ha avuto luogo la giornata intitolata: “Cattolica contro la mafia”, presso il Cine-teatro Snaporaz dell’omonima città romagnola. Un evento incentrato sulla denuncia al crimine organizzato che, come da programma, si è composto di tre parti. Si è aperto con i saluti della vice sindaco, Valeria Antonioli, e l’intervento di Gaia Trunfio, referente di Libera Rimini, che ha proiettato un video sull’esperienza dei ragazzi del Centro Giovani di Cattolica, nei terreni confiscati alla mafia. A seguire, Our Voice ha portato in scena il suo spettacolo inedito intitolato: “Menti Colpevoli” per gli alunni delle classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado “Emilio Filippini”, dell’Istituto Comprensivo della stessa città (poi replicato, ndr). L’esibizione, attraverso le arti della recitazione, del canto e del ballo, spiega i punti e i momenti salienti di quella che è stata la trattativa tra lo Stato e la mafia nel biennio 1992-’94, che una sentenza di primo grado, espressa dalla Corte d’Assise di Palermo (il 20 aprile corrente anno, ndr), attesta esserci stata. Il tema, trattato con un linguaggio adattato all’età degli studenti, è stato messo in scena attraverso una storia avvincente, ambigua e allo stesso tempo romanzata di un uomo elegante e integerrimo che si trova seduto solo, in mezzo a un aula di tribunale. A recitare è Jamil El Sadi. Ha uno sguardo tranquillo, per essere l’imputato per eccellenza del processo “Trattativa Stato-mafia”. Una serenità che la dice lunga sul suo passato, sulla vita trascorsa fino a quel momento. Servizi segreti deviati, stragi e omicidi eccellenti, sono solo alcuni degli apparati e dei fatti che lo vedono coinvolto in una storia intrisa di collusioni criminali e depistaggi di indagini. Un osservatore attento e onnipresente, la cui ombra compare dietro ai fatti più tragici della storia del nostro Paese. Non si tratta di un imputato qualunque e non si tratta nemmeno di un affiliato della mafia: sotto processo, questa volta, è lo Stato. In particolare quella parte di esso che, nel biennio ‘92-’94, ha deciso di scendere a patti con Cosa Nostra. Ogni sua parola è una pietra miliare per il giudice, interpretato da Beatrice Boccali, il quale si avvicina sempre più alla ricostruzione della verità e dei fatti accaduti. Ogni suo ricordo è un passo in avanti verso la comprensione dello “stato attuale dell’arte”: la consapevolezza che la storia continua a ripetersi.
Una trama avvincente il cui unico obiettivo è coinvolgere e suscitare interesse, domande e approfondimenti nei giovani spettatori, grazie all’informazione sulle gravi e tragiche vicende che sono accadute negli ultimi venticinque, trenta anni della storia del nostro Paese; facendo memoria e onorando le tante vittime di mafia, in particolare, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. I due giudici sono stati ricordati attraverso le scene di Sonia Tabita Bongiovanni, fondatrice del movimento culturale Our Voice, ed Elisa Pagano, che rispettivamente hanno interpretato Francesca Morvillo, in memoria della strage di Capaci, ed Emanuela Loi, per ricordare l’eccidio di via d’Amelio. Il tutto, arricchito dai balli contemporanei di Mattia e Chiara Lautieri e il ballerino di Hip Hop Stefano Centofante.

Cosa possiamo fare? Domandarselo è una perdita di tempo
Nel pomeriggio è andato in onda il programma radio “On air con Our Voice”, presso lo Spazio Z di Radio Talpa. Trattasi di uno spazio culturale, sede della suddetta radio e di altre realtà culturali del territorio, nonché ampio luogo espositivo permanente. All’interno, infatti, è presente una mostra artistica di “quadri di denuncia”, come li ha definiti Vincenzo Cecco Cecchini, coordinatore della radio, che attraversa un intero secolo di storia fatto di problematiche sociali italiane e non solo. “Cecco”, come si fa chiamare dagli amici, ha interloquito con Jamil El Sadi e un ospite speciale: Aaron Pettinari, caporedattore di ANTIMAFIADuemila e autore del libro “Quel terribile ‘92”, Imprimatur Editore.
Perché dei giovani ragazzi come voi hanno deciso di impegnarsi nel sociale sfondando anche i confini nazionali?“. Cecco apre così l’intervista, rivolgendosi al giovane membro di Our Voice, il quale risponde: “Forse perché abbiamo un senso critico e una voglia di metterci in gioco diversa dagli altri ragazzi. Noi principalmente facciamo arte, attraverso la quale portiamo dei messaggi di legalità, giustizia e pace. Inoltre, questo evento si intitola ‘Cattolica contro la mafia’, ma il termine giusto sarebbe ‘Cattolica contro la mentalità mafiosa’. Vorrei ringraziare ANTIMAFIADuemila per essere qui con noi. – ha continuato rivolgendosi ad Aaron Pettinari Questo è un giornale che fa vera informazione: l’informazione che forma”.

our voice menti colpevoli

Il conduttore di Radio Talpa ha poi domandato al giornalista se l’Italia oggi “è attrezzata a sufficienza per combattere efficacemente la mafia 2.0“. La risposta non ha esitato ad arrivare. “In questo momento, noi abbiamo due fronti su cui operare. – ha risposto – L’informazione, essendo questo un tema che spesso il grande mainstream non tratta come meriterebbe, e quello repressivo nei confronti della mafia politica e imprenditoriale. Il capitale annuo di un’ipotetica mafia S.p.a (che non esiste, ndr) è di circa 150 miliardi di euro, approssimando la cifra per difetto. La ‘Ndrangheta – ha aggiunto il giornalista – detiene il controllo del traffico di cocaina per un valore di 80 miliardi di euro annui. Sono traffici illeciti che vengono reinvestiti in capitali leciti. Tutto questo ci fa comprendere quanto sia grave e, soprattutto, quanto ci riguardi questo fenomeno. Se tali soldi infiltrano la nostra economia, è ovvio che il mercato venga drogato causando un danno notevole per tutta la nostra società. Oggi, con tutto quel denaro – ha specificato –  il mafioso è in grado di corrompere. Per questo mafia e corruzione sono due fenomeni che andrebbero affrontati allo stesso modo. Purtroppo, a livello normativo, siamo molto indietro nel contrasto alla corruzione”. Il fenomeno mafioso, infatti, non è nato ieri. Esiste e resiste da oltre 150 anni. Per questo, Aaron Pettinari ha concluso il suo intervento domandandosi per quale motivo “ancora non riusciamo a risolvere questo problema“.
A concludere l’intervista, invece, è stato il giovane di Our Voice che ha ricordato come la speranza dei giovani sia quella di continuare ad andare avanti, traendo insegnamento dalla storia. “Continuare ad informarci e a sviluppare ognuno il proprio senso critico, senza chiedersi ‘cosa posso fare io?’, perché porsi questa domanda è una perdita di tempo“.

Salvatore Borsellino: “Mio fratello riponeva la sua fiducia nei giovani
La serata è stata aperta alle ore 21 dai ragazzi di Our Voice che hanno portato in scena alcune parti del loro spettacolo “Menti Colpevoli” ed intervallando la presentazione del libro di Aaron Pettnari con due letture di alcune sue pagine, da parte di Beatrice Boccali e Jamil El Sadi. L’autore, a seguito di un’introduzione nella quale ha spiegato le motivazioni che lo hanno spinto a scrivere il suo primo libro, ha lasciato spazio all’intervento telefonico di Salvatore Borsellino, il quale a 26 anni dalle stragi ha parlato di “barlumi di verità che sono venuti a nostra conoscenza”. “Barlumi di luce che – come ha ricordato il caporedattore di ANTIMAFIADuemilasono fatti concreti“. Oggi, i riflettori sono puntati su due sentenze quella del processo Trattativa Stato-mafia e Borsellino Quater le quali, nonostante siano state completamente ignorate e immediatamente messe nel dimenticatoio, “non possono essere nascoste perché sono sentenze della magistratura italiana”, ha gridato Salvatore Borsellino. “Mio fratello diceva di essere ottimista, perché riponeva la sua fiducia nei giovani. Paolo affermava che loro, quando sarebbero diventati  adulti, avrebbero avuto molta più forza di quanta ne abbiano avuta lui e la sua generazione. Quando nel 2007 iniziai nuovamente a parlare, dopo un periodo di silenzio, lo feci soprattutto per i ragazzi. Fu così che capì cos’era la speranza di Paolo. – ha continuato – L’ho capita guardando negli occhi quei giovani che per tre ore sono capaci di ascoltarmi nelle scuole, desiderosi di conoscere quello che è stato il nostro passato per capire da dove venga l’incertezza del loro futuro. Prendo la forza di andare avanti da loro. Anche io, come mio fratello, – ha poi concluso – sono convinto che le giovani generazioni riusciranno a cambiare il nostro Paese“.
A seguito dell’intervento del fondatore del movimento delle Agende Rosse, l’evento è volto al termine con la presentazione del movimento culturale Our Voice da parte della sua fondatrice, Sonia Tabita Bongiovanni, che ha ricordato come “i giovani sono il cambiamento”.

Tratto da: ourvoice.it

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