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Castellucci, Agostino e Piazza: Prof. Monti “liberalizzi” tutto il carteggio sui tre omicidi

Non ho mai conosciuto né Emanuele Piazza, né Nino Agostino. E, durante la mia carriera non mi sono interessato delle indagini sulla loro morte. Intanto, sento l’obbligo di esprimere tutta la mia rabbia per il vile agguato a Nino Agostino e sua moglie Ida Castellucci: incinta di una bambina di pochi mesi. Nell’agguato, i killer dimostrarono tutta la loro ferocia, in spregio a quelle elementari regole che una volta erano sancite in quel codice non scritto di Cosa nostra. “ Mai uccidere donne e bambini”. Ma, quelle regole per decenni baluardo comportamentale dei mafiosi, furono di fatto abrogati con l’ascesa al potere di Totò Riina e dei suoi “corleonesi”. Ammesso che il duplice omicidio di Ida e Nino, sia stato compiuto da Cosa nostra.

Nel duplice omicidio di Agostino e Castellucci, anche a distanza di anni rilevo una mancanza assoluta di “interesse” investigativo da parte di chi aveva ed ha l’obbligo di indagare sul delitto. Mi riesce difficile comprendere, conoscendo direttamente la preparazione e competenza degli investigatori palermitani, questo nulla di fatto.

Si ipotizza che su talune accertamenti cartacei sia stato opposto una sorta di “segreto di stato”. Ma quale segreto di stato potrebbe opporsi a scoprire la verità proprio sugli stessi “figli” di Stato, com’erano Agostino e Piazza? Non dovrebbero esserci scusanti e nemmeno “la ragion di stato” di fronte al duplice omicidio e all’omicidio di Emanuele Piazza. La verità prima degli interessi di Stato, altro che trincerarsi dietro questa meschina giustificazione.

E, per questi motivi che mi appello al professor Monti, affinchè possa, nell’interesse primario della Giustizia, dare disposizione di “liberalizzare” e mettere a disposizione dei PM tutto il carteggio in possesso dei “Servizi” relativo a Piazza ed Agostino. Credo, presidente Monti, che non solo i familiari, ma l’Italia intera apprezzerebbe il suo gesto di trasparenza rivolto ad ottenere la verità sinora stoppata dal veto.

Dicevo che non ho mai conosciuto Piazza e Agostino, però ho conosciuto gli attori che a vario titolo sono entrati in scena. Prendiamo Guido Paolilli. Ebbene, Paolilli ed io eravamo in forza alla 2° sezione rapine della Mobile palermitana, poi io transitai nella sezione di Cassarà e lo persi vista.

In quest’ultimi tempi ho letto dalle cronache che egli sarebbe stato un uomo di fiducia di Bruno Contrada e che lo stesso Paolilli, avrebbe compiuto atti d’indagine immediatamente dopo il duplice omicidio di Ida e Nino.

Mi sorge un dubbio, ma quanti erano gli uomini di fiducia, appartenenti alla Polizia palermitana, di Bruno Contrada? E, quanti lasciarono la Mobile o altri reparti di Palermo, per transitare nel Sisde di Contrada? Potrebbe essere interessante saperlo.

Una domanda la vorrei fare ai genitori di Agostino e Piazza. I vostri figli erano sommozzatori brevettati o il loro amore per le immersioni faceva parte di un hobby? In ogni caso, vorrei sapere se erano capaci di immergersi e se vi ricordate chi erano gli altri coi quali condividevano questa passione.

Di Francesco Onorato, mi interessai con indagini di routine a seguito dell’ampia descrizione del personaggio che fece Gaspare Mutolo nel corso del suo interrogatorio. Ciccio Onorato, così lo chiamava Mutolo, veniva indicato quale importante killer e uomo d’onore di Cosa nostra.

Nel concludere, appare verosimile, anche ai non addetti ai lavori, che le indagini sul duplice omicidio di Ida Castellucci e Nino Agostino e quello di Emanuele Piazza, siano stati “ibernati” da interessi non riconducibili esclusivamente ai mafiosi. Ma come si possono assassinare due agenti del Sisde e ancora oggi non si conoscono autori e mandanti? Però, si conosce l’ostinazione di alcuni organi istituzionali, a non fornire quegli elementi necessari per far chiarezza. E quindi, ribadisco l’appello al presidente del Consiglio Sen.. Prof. Mario Monti: “Apra gli ambulacri dei Servizi” Lo esige la verità sulla morte di Ida, Nino e Emanuele!

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