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Caso Durigon, Salvatore Borsellino: “Draghi lo cacci se vuole onorare il sacrificio di Paolo”

18 agosto 2021 – Il problema è la dichiarazione di Claudio Durigon, certo. Ma poi c’è anche la questione di Matteo Salvini che a ogni piè sospinto celebra la lotta antimafia di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e li erge a suoi paladini con tanto di mascherina griffata. E allora Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo ucciso dalla mafia il 19 luglio 1992, lo dice chiaramente: “Finché Salvini non farà dimettere Durigon dopo la sua proposta di intitolare il parco di Latina ad Arnaldo Mussolini invece che a Falcone e Borsellino, gli chiedo di non parlare più di mio fratello e di non partecipare più a cerimonie in via d’Amelio”.

Cosa ha provato quando ha letto la proposta di Durigon?
Se non fosse una cosa reale, sembrerebbe una barzelletta. È uno sfregio alle vittime di mafia e a noi familiari che ogni giorno proviamo a tenerne viva la memoria. Mi ricorda la proposta di Gianfranco Miccichè che voleva cambiare il nome dell’aeroporto “Falcone e Borsellino” di Palermo perché altrimenti i turisti che arrivavano sull’isola pensavano subito alla mafia. Una vergogna.

Il sottosegretario della Lega sostiene che bisogna recuperare le “radici” di Latina.
Durigon vuole togliere il nome di Falcone e Borsellino per intitolare il parco ad Arnaldo Mussolini che faceva il lavoro sporco per il fratello: una proposta incompatibile con la sua permanenza al governo.

Dovrebbe dimettersi?
Sì, certo. In primo luogo dovrebbe essere Salvini ad allontanarlo dal suo partito, altrimenti dovrebbe essere Draghi a cacciarlo: se il sacrificio di Falcone e Borsellino ha un significato è così che si dimostra.

Ma Draghi per ora tace.
Da un governo che relega all’ultimo posto la lotta alla criminalità organizzata non ci si può aspettare niente di diverso.

Salvini invece spesso si erge a paladino della lotta alla mafia e celebra Falcone e Borsellino. Oggi difende Durigon.
Sì, purtroppo, Salvini usa Falcone e Borsellino come quando sventola il rosario: è solo un modo per accaparrarsi dei voti. A gennaio ha fatto anche una sceneggiata a via d’Amelio con tanto di mascherina per l’occasione. Se Salvini non allontana Durigon, non dovrebbe più fare il nome di mio fratello Paolo né presentarsi alle cerimonie per ricordarlo. Perché sarebbe solo ipocrisia. Non solo, la Lega sta imbarcando di tutto al Sud…

Ovvero?
Mentre Salvini ricorda il sacrificio di mio fratello e di Falcone, in Calabria la Lega imbarca esponenti che sono stati inquisiti anche per legami con la ‘ndrangheta. La Calabria oggi è la Sicilia degli anni Ottanta e l’unico obiettivo della Lega è ramazzare chiunque solo per qualche voto in più. Così non si fa la lotta alla mafia.

Però Salvini dice che lui, da ministro dell’Interno, ha fatto una dura guerra alle cosche. È così?
Purtroppo questo slogan è stato usato anche da Berlusconi. Peccato che l’arresto dei latitanti e le inchieste non siano successi della politica ma della magistratura e delle forze dell’ordine.

Salvini e Meloni dicono spesso che Borsellino aveva idee di destra e votava Msi. E quindi, se ne deduce, oggi voterebbe per loro o condividerebbe le loro battaglie. Che ne pensa?
Mio fratello sicuramente aveva delle idee di destra ma era una destra che non aveva niente a che fare con quella di oggi. Oggi la vera destra non esiste più: mio fratello si è fermato ad Almirante. Dopo, la destra che piaceva a lui è sparita: da Fini a Berlusconi a Salvini, c’è stata una lunga involuzione. Un esempio: la retorica anti-immigrazione di Salvini e Meloni non piacerebbe mai a Paolo.

Giacomo Salvini (Il Fatto Quotidiano)

 

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