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Caro dottor Manganelli, non permetta la chiusura della ‘catturandi’ di Palermo

Caro dottor Manganelli, leggo con tristezza e rammarico le notizie riportate in rete, circa lo smantellamento della sezione “catturandi” della Squadra mobile di Palermo. Mi auguro ardentemente che le notizie provenienti da Palermo siano infondate: se fossero vere, ahimè, sarebbe cosa inaudita oltre che incomprensibile. Tuttavia, mi rendo conto che i latitanti di Cosa nostra sono calati di molto, proprio a seguito dell’opera certosina compiuta dalla “catturandi”, verso la quale va senza se e senza ma il mio riconoscimento. Ma questo non dovrebbe giustificare quel che appare una “chiusura” della “catturandi”, giacchè potremmo disperdere la memoria investigativa dei colleghi addetti alla Sezione. In passato, Cosa nostra è riuscita a ridimensionare la Squadra mobile e la “catturandi” eliminando Beppe Montana, Roberto Antiochia, Ninni Cassarà, Natale Mondo, Lillo Zuccchetto, Cappiello, Boris Giuliano e Aparo. La prego, dottor Manganelli, proprio per i nostri rapporti investigativi di un tempo, se la chiusura della “catturandi” è fondata, Lei, vecchio investigatore come me, non deve permetterlo.

Caro dottor Manganelli sa quando amore e soprattutto quanto cuore ho lasciato alla Mobile palermitana: se Lei mi chiedesse di descrivere ogni angolo di quegli uffici, oggi a distanza di 30 anni, sarei in grado di farlo. Non voglio apparire un romantico aggrappato al passato, ma solo chi ha lavorato come me alla Mobile di Palermo, definita da tutti gli studiosi di mafia e dagli amici de FBI,  L’università delle investigazioni d’Italia”, sente il dolore nell’apprendere la chiusura della “catturandi”. E, La informo dottor Manganelli, che proprio dal struggente passato, proprio dall’amicizia che mi legava ai colleghi assassinati da Cosa nostra, non riesco  a recarmi negli uffici della Mobile di Palermo: ho tentato tante vole di farlo, ma quando da lontano vedo l’immobile, quando vedo le finestre dell’ufficio di Ninni Cassarà, mi assale un nodo alla gola che m’impedisce di entrare. Ritorno sui miei passi col cuore gonfio di tristezza. E quindi, mi appello non al capo della Polizia, ma all’investigatore di tanti successi contra la mafia, non chiuda la Sezione “catturandi”. Palermo ne ha bisogno, la Polizia di Stato ne ha bisogno: lo dobbiamo a Beppe Montana, che fu uno dei migliori dirigenti.

Pippo Giordano


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