Campania, il governo impugna la legge regionale sul registro tumori
15 Settembre 2012
Il Consiglio dei ministri delibera l’impugnativa davanti alla Corte Costituzionale per ragioni connesse al disavanzo sanitario. L’oncologo Antonio Marfella del Pascale: «Condanneranno al cancro i nostri figli»
Napoli. La Legge sull’istituzione del Registro Tumori in Campania, dopo essere stata approvata dal Consiglio Regionale il 10 luglio 2012 e fortemente voluta da migliaia di cittadini che hanno condotto una battaglia immane facendo sentire il loro coro di protesta più volte anche con la loro presenza sotto la sede della Regione, è stata impugnata dal governo davanti alla Corte Costituzionale perchè contiene alcune disposizioni in contrasto con “il piano di rientro dal disavanzo sanitario”.
In pratica costerebbe troppo.
Delusione, amarezza e sconforto per chi si è battuto tanto per ottenerla.
Dalla sua pagina Facebook viene diffusa la risposta dell’oncologo e tossicologo Antonio Marfella, componente dell’ISDE, associazione di medici ambientalisti: “È una condanna a morte per tutti i nostri figli che non potranno avere i soldi per pagarsi le cure con i “farmaci innovativi” inefficaci che questo governo impone di usare immediatamente in Campania. Il blocco della Legge è un’esplicita dichiarazione di guerra di sterminio per sei milioni di cittadini campani”.“Sto veramente male – continua il noto medico, da anni in prima linea per l’istituzione del registro -. Sto piangendo in silenzio. In tutti questi anni non ho mai smesso un secondo di avere speranza e di essere convinto che lo Stato Italiano non fosse composto nella sua stragrande maggioranza da corrotti, lobbisti o addirittura eletti dai camorristi. Dopo una battaglia immane di migliaia di cittadini inermi, che, solo con il proprio coraggio e la propria presenza quotidiana sotto alla Regione, hanno di fatto imposto alla politica regionale campana l’approvazione del registro tumori regionale”.
“La notizia del blocco di questa legge, votata all’unanimita’ dai consiglieri regionali campani, mi ha distrutto come medico, come cittadino, come italiano. Ora non ho piu’ speranza che ci siano solo alcuni corrotti o camorristi nello stato italiano, a tutti i livelli. Ora ho la certezza dimostrata, che, dove non hanno potuto bloccare in periferia, la camorra puo’ in qualunque momento bloccare persino nel cuore del governo: sono distrutto! Per me oggi è come se Falcone e Borsellino fossero saltati in aria una seconda volta!
Per mantenere salda l’alleanza tra Stato, industria italiana che sversa rifiuti tossici senza controllo nel sud di Italia, e la camorra, non hanno esitato neanche un secondo a sacrificare 6 milioni di cittadini campani per continuare a lucrare sulla nostra salute! Non posso stare a guardare passivo ed immobile! Meglio piangere adesso che sulle tombe dei nostri figli domani! E domani non starò fermo a guardare questa ulteriore alleanza stragista”.
Come risposta immediata al grave provvedimento si è deciso di costituire per lunedi 17 ore 13 una catena umana davanti all’ospedale Pascale a Napoli in largo San Giuseppe Moscati! Tutti uniti, medici e cittadini per chiedere il registro tumori e opporsi alla alleanza tra stato e camorra a danno della salute di tutti i cittadini della Campania! Adele Schiavo (freebacoli.blogspot.it, 14 settembre 2012)
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