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Calabria: ”Agende Rosse” e ”R-Evolution Legalità” si schierano con Gratteri

Il Movimento Agende Rosse  Calabria e l’Associazione R-Evolution Legalità apprendono, sgomenti e preoccupati, le dichiarazioni di un  pentito sull’arrivo dell’esplosivo a Reggio Calabria destinato al dottor Nicola Gratteri (inquietante déjà vu con il lontano 1992 siciliano). Non solo speriamo si faccia chiarezza, ma attendiamo rassicurazioni intorno all’uomo, prima che, insigne magistrato. 
Il dottor Gratteri è l’emblema della lotta alla ‘ndrangheta dalla e nella sua terra, un uomo che parlando ai giovani e ai meno esperti ha fatto si che una complicatissima parola calabrese ‘ndrangheta risuonasse come temibile sinonimo di “la più pericolosa organizzazione criminale mondiale”. Sarebbe riduttivo dilungarsi in descrizioni, elogi e meriti che tutti noi gli riconosciamo, forse sarebbe meglio tuffarsi nei suoi insegnamenti, nelle sue parole che meglio di altro,ci aiutano a capire:
Tratto dal libro “La giustizia è una cosa seria” di  Nicola Gratteri conversazione con Antonio Nicaso (Strade Blu Mondadori 2011).
“IV Da Rosarno a Milano” pag 95
Nel 2010 ci sono stati attentati contro il procuratore generale e altri magistrati di Reggio Calabria.
E’ segno che la ‘ndrangheta sta alzato il tiro?
Non saprei, anche in passato ci sono stati avvertimenti contro magistrati in Calabria. Finora le ‘ndrine hanno scelto il quieto vivere (..) La ‘ndrangheta ha sempre dialogato con lo Stato, usando l’astuzia per tessere relazioni e la paura per controllare il territorio. Ora serpeggia un certo nervosismo e si nota. Le giovani leve scalpitano (..) potrebbe essere non solo la ,ndrangheta a muovere i fili. Anche in Calabria esiste da tempo una borghesia mafiosa che si avvale di relazioni diffuse negli ambienti che contano (..) la ‘ndrangheta non colpisce mai casualmente, o peggio, indiscriminatamente, tanto per colpire le istituzioni.
Pag 101
In Calabria la vendetta delle faide non cade mai in prescrizione, come ci ricorda la scritta sulla lapide di un cimitero calabrese: (..) quando non sparano le famiglie coinvolte nelle faide sono vulcani sopiti ma non spenti.

“VI La speranza”
Pag 144
Se è vero che , come amava ripetere Danilo Dolci, lei come se la sogna questa Italia, sempre più travagliata?
Le mafie non potrebbero esistere se non fossero intrecciate a poteri più visibili, come la politica,l’economia e le istituzioni. Per sciogliere un nodo così serrato non possono bastare né la magistratura né le polizie, ma serve un costante alimento etico-politico, un adeguato sostegno dello spirito pubblico e il coinvolgimento di persone e gruppi, élite e popolo per rendere concreta la convenienza della legalità e perdente quella dell’illegalità.
Pag 153
Un’ultima cosa. La sua continua ad essere una voce fuori dal coro:pensa sempre che la mafia finirà quando non ci sarà più l’umanità?
(…) Non ho perso la voglia di combattere, in un paese che sembra temere i cento disperati che sbarcano a nuoto a Lampedusa più dei numerosi mafiosi, camorristi e ‘ndranghetisti (..) Il vero rischio per lo Stato è di fare un lavoro inutile, quasi come svuotare il mare con un mestolo. La giustizia è una cosa seria. Come la lotta alle mafie.(…)Serve, insomma, un sistema di norme che faccia la differenza e che finalmente faccia pendere a favore della legalità e dei diritti la bilancia della giustizia. Non mi sfugge la bellezza del sogno; è però necessario creare le condizioni perché i sogni possano realizzarsi.

Il dottor Gratteri è e vuole restare una voce fuori dal coro, siamo grati che sia così, siamo grati per l’uomo che è, ciò che ci sta intorno lo vediamo benissimo da soli il sogno di cui ci parla è la base del nostro esistere,ma evidentemente ancora non siamo in maggioranza. Aspettiamo ancora molti altri insegnamenti da parte del dottor Gratteri a cui esprimiamo tutto il nostro sostegno.
 

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