Bruni individua le 210 schede della “famiglia” Cirafici. Ma la Rinardo, amica di Saladino, trasmette gli atti a Roma
Pierpaolo Bruni, pubblico ministero della Procura di Crotone, individua le schede “coperte” di Salvatore Cirafici, procuratore della Wind Telecomunicazioni, più di duecento, per le quali ha ordinato un’ispezione. E Aldagisa Rinardo, presidente del Tribunale del Riesame di Catanzaro, amica di Antonio Saladino tanto che uno dei figli lavora in una delle società riconducibili al presidente della Compagnia delle opere nel Sud Italia, trasmette gli atti a Roma.
Il nome del procuratore della Wind, già noto a Luigi De Magistris, nell’inchiesta Why Not, si fa strada nel momento in cui viene captata dagli inquirenti una telefonata di grande interesse investigativo di Enrico Maria Grazioli, maggiore dei carabinieri, a Le Castella nel settembre scorso. I carabinieri di Crotone chiedono all’operatore telefonico l’identità del titolare della sim interlocutoria. Da subito risulta “disattiva”. La risposta insospettisce quelli della Procura che insistono. Finché poi si viene a sapere che era in uso allo stesso responsabile della Security della Wind telecomunicazioni, Cirafici. Grazioli, interrogato, non si fa pregare e confessa che “era stato lo stesso Cirafici ad informarlo del fatto che era intercettato” e che lui gli avrebbe fornito anche una scheda “coperta”, non rintracciabile. Un elenco, quindi, vi sarebbe, in uso, e fornito dal procuratore Cirafici, a personaggi insospettabili – non si esclude che possano appartenere anche a magistrati in servizio, avvocati, e imprenditori – e “irrintracciabili” , grazie a un “Id Account” identico alla stessa “famiglia” – cioè le informazioni anagrafiche – del titolare della scheda, annota il tenente Antonio Patruno, autore dell’ispezione presso la Wind.
Emilio Grimaldi (il BLOG di Emilio Grimaldi, 3 gennaio 2010)

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