di Savino Percoco – 10 marzo 2015
All’alba del 5 marzo, un ordigno rudimentale a base di polvere pirica è esploso in largo Nitti ad Altamura (BA), sul davanzale di una vetrata appartenente alla sala giochi Green Table, mentre nel locale c’erano ancora quindici persone.
Di otto giovani tra i 22 ei 26 anni e il bilancio dei feriti, di cui tre in gravi condizioni ed uno colpito da frammenti alla testa, risulta in fin di vita.
Le indagini, coordinate dalla Dda di Bari, appaiono incerte sul movente dell’attentato, ma non si esclude la pista di un atto intimidatorio compiuto da organizzazioni territoriali che gestiscono racket ed estorsioni nella zona.
Nel cuore della murgia, quindi, sembrano trovare riscontri gli allarmi lanciati da alcuni testimoni di giustizia locali, tra cui Francesco Dipalo.
Immediata la reazione della società civile, che alle 21 dello stesso giorno dell’esplosione, ha fatto partire una fiaccolata di 3000 persone, attraversando il centro storico e i luogo dell’attentato, innalzando striscioni e cartelli con scritte che recitavano “Alzate il volume, oggi è il vostro cuore a fare rumore”, “Vergogna“, “Noi non siamo delinquenti“, “Forza ragazzi“, “Non mollate“.
Dalla murgia al capoluogo pugliese, il territorio barese sembra teatro di guerra, difatti all’alba di di ieri sono ancora le bombe a svegliare i cittadini nel cuore della notte.
Secondo le prime ricostruzioni, intorno alla mezzanotte, nella zona di Japigia a Bari, una vetrata di un parrucchiere di via Salapia, sarebbe stata infranta, permettendo la sistemazione di un potente ordigno rudimentale il cui scoppio ha mandato in frantumi gli arredi e danneggiato gli infissi.
L’azione dinamitarda, pare non aver reso danni a persone e l’intero edificio, ma resta la paura dei cittadini, che in pochissimi giorni si è ritrovata innanzi ad episodi su cui urge un’immediata presa di posizione dei Governi.
Savino Percoco

Be First to Comment