Bollate (Milano), 28 aprile 2017 – Sulla morte di Falcone e Borsellino si deve continuare a indagare. Su questo filo dall’Orablù, associazione culturale a fianco della piscina comunale di Bollate, si snoderà lungo l’Italia la ciclostaffetta itinerante in partenza il 25 giugno da Bollate-Milano, destinazione Palermo. Un ambizioso viaggio sulle due ruote di una, cento, mille biciclette (tutte quelle che si vorranno aggregare), dalla Lombardia alla Sicilia, per rompere il silenzio, risvegliare le coscienze e chiedere la verità sulla strage di via D’Amelio. “La scatola più nera degli ultimi venticinque anni della Repubblica”, dice Salvatore Borsellino. Pedalerà anche lui, in occasione dei 25 anni dalla morte del fratello Paolo. Ivan Colombo e Stefano Sterzi i due ciclisti che percorreranno l’intera staffetta portando il testimone: l’Agenda rossa di Borsellino, piena di appunti, nomi e forse rivelazioni sulla strage di Capaci in cui morì Giovanni Falcone scomparsa misteriosamente subito dopo l’attentato mafioso.
“Che fine avrà fatto l’agenda rossa? Cosa c’era scritto? Chi ce l’ha? Tutta l’Italia se l’è chiesto e se lo chiede ancora. Porteremo il libro rosso da Bollate a Palermo a dire che c’è un Paese che vuole raccontare quel che è successo e per far riflettere su legalità, giustizia e lotta alla mafia”, dicono Walter Palagonia, Barbara Marelli, Giancarlo Pasquali dell’Orablù, anime del progetto che in breve ha raccolto la collaborazione di Comune di Bollate, Fiab, Feltrinelli, Radio Popolare, Coop, Lega Coop, Unisin Falcri. Spettacoli teatrali, concerti, proiezioni e dibattiti dal 25 giugno animeranno il percorso, nei luoghi amici in cui l’agenda verrà ospitata, e dove raccoglierà via via testimonianze. Finale a Palermo, il 19 luglio, quando verrà consegnata a Salvatore Borsellino.
Monica Guerci (Il Giorno)

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