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Basta ‘sparare’ sui Magistrati: dietro le quinte di un “Meraviglioso Disastro”

Il 20 novembre scorso abbiamo organizzato un presidio in 4 città Italiane per sostenere Nino Di Matteo e tutti quei magistrati che ricevono “intimidazioni” sia dalle organizzazioni criminali che dallo stato.
A parte a Palermo dove, a questo punto per fortuna, ha brillato uno splendido sole, nelle altre città il tempo è stato davvero inclemente.
Si è anche cercato di organizzare una diretta simultanea dalle 4 città. Luogo principale Palermo, interventi speciali dalle altre città.
Giorni e giorni di prove e test si sono scontrati con il tempo e le interferenze elettromagnetiche, o più semplicemente con quello che a Milano chiamiamo “sfiga”. La possibilità di seguire una scaletta e di scegliere da regia quale città era meglio mandare in onda lasciava il posto al tentativo di avere almeno una città visibile in diretta, le videocamere lasciavano il posto alle webcam dei portatili, i microfoni lasciavano il posto agli altoparlanti.
Nulla di tecnico ha funzionato a dovere, ma l’energia umana, la collaborazione, la voglia di fare comunque il massimo di chi, messa da parte stanchezza, freddo e stress, ha cercato di rendere possibile questa giornata, ha fatto sì che un unico abbraccio abbia legato le menti ed i cuori delle agende rosse di tutta l’Italia per realizzare quello che è stato definito un “Meraviglioso Disastro” e che ha raggiunto, tra 1000 difficoltà, l’obbiettivo sperato.
“Non ci sono parole, no. Non è possibile descrivere il grado di responsabilità delle persone che si sono inzuppate fino alle mutande per difendere persone come il Procuratore Nino Di Matteo dagli attacchi di certe cariche istituzionali.” Roma

“E’ stata una avventura meravigliosa. Sentire e far sentire la voce degli amici di altre città attraverso i nostri diffusori è stato stupendo.” Firenze

“Questa giornata sarà poi ricordata da alcuni come la giornata degli errori, della pioggia torrenziale e delle interviste con le pettorine, ma mai dimenticherò il calore umano nello stringersi sotto il gazebo per ripararsi dall’acqua ostacolando gli interventi di chi si affannava a far funzionare le cose.” Roma

“giornalmente mi scontro con una realtà dura e difficile, dai miei amici alle persone più lontane. Quì tutto il substrato culturale è marcio… ma ciò nonostante vado avanti… lotto… resisto e non mi fermo. Spesso quello che mi chiedono è “come fai a farlo? chi te lo fa fare? perchè lo fai? ecc” la risposta a tutte queste domande siete voi…” Palermo

“E’ stato bello farcela! E’ stato bello dimostrare che la società civile non è addormentata, esiste e si organizza. E’ stato bello farlo per i nostri magistrati, che ne hanno bisogno.” Milano

“Un’unica famiglia da Palermo a Milano comprese Firenze e Roma, un’unica famiglia intorno a Paolo Borsellino. Perchè io ho sentito Paolo intorno a noi, vivo, sorridente.” In viaggio verso Palermo

“Eravamo una cosa sola, tutti con un unico obiettivo. Ed è stata un’emozione indescrivibile, che sono riuscita a sentire anche da così lontano. Abbiamo lavorato, abbiamo fatto nottate, ci siamo spesi, ma ci siamo anche divertiti, ci siamo sentiti parte di un’unica grande famiglia, siamo stati tanti Borsellino, tanti Di Matteo, tanti Maggiani Chelli, non importa il cognome.” Londra

A seguire il resoconto dettagliato.
Continua…

Roma
Firenze
Milano
Palermo
Dalla Calabria a Palermo
Londra

ROMA

Ci sono cose che non possono essere descritte a parole…neanche conoscendo l’intera Treccani. Ci sono sensazioni per le quali nessuna, per quanto meravigliosa, frase riuscirà mai a renderne davvero il senso.
Ecco, io credo che quanto accaduto sabato 20 novembre non abbia bisogno di grandi giri di parole ma solo di essere provato.
Perchè non succede tutti i giorni che 50 persone decidano di passare tre ore sotto a un diluvio universale per la forza di un’idea.
Un’idea per la quale si cerca di cambiare questo stato di cose con tutte le forze. Un’idea per la quale si cerca di cambiare questo Stato e basta.
E’ assurdo, ma è così. Sabato 20 l’appuntamento era per le 10 di mattina davanti a Tribunali e Procure di Palermo, Firenze, Milano e Roma, a sostegno di Antonino Di Matteo, reo di aver difeso la categoria dei magistrati da chi ritiene che essi vogliano sovvertire la volontà popolare ottenuta attraverso il voto.
Gli organizzatori, però, i responsabili delle piazze si sono visti prima. A Roma, ci siamo dati appuntamento per le 7,30. Volevamo fosse tutto pronto per le 10.20 orario previsto di inizio.
Tutto è filato liscio. Nonostante i nuvoloni che si stavano addensando su di noi, il nostro umore era il migliore possibile. Stavamo lavorando in totale sintonia, accavallandoci negli spazi che ci eravamo organizzati sotto al gazebo montato…per l’eventuale pioggia. Santo gazebo! Se non altro ha protetto le nostre attrezzature: computers, telecamere, etc dal diluvio universale.
Poi… il quasi dramma: quando siamo andati per accendere il gruppo elettrogeno…PUFF…in un attimo i nostri progetti svaniti. E da lì è stata tutta una corsa. Però, ora, posso dirlo…una meravigliosa corsa. E’ stata una staffetta di persone in sintonia, con una sola idea, la migliore…”cambiare questo Stato”. Tutti sotto i torrenziali scrosci d’acqua che il buon Dio ci ha riservato su Roma, per risolvere problemi. Tutti con un afflato incommensurabile. Tutti con una gran voglia di fare…per aiutare.
Non ci sono parole, no. Non è possibile descrivere il grado di responsabilità delle persone che si sono inzuppate fino alle mutande per difendere persone come il Procuratore Nino Di Matteo dagli attacchi di certe cariche istituzionali.
Non è possibile descrivere l’operaio romeno che si ferma sotto l’acqua con noi e senza conoscerci cerca di aiutarci a far ripartire il gruppo elettrogeno, solo per un caffè. Non è possibile descrivere le espressioni da cuccioli smarriti di chi era corso a comprare l’inverter (invertitore) per risolvere i problemi tecnici. Non è possibile descrivere i computers uno sull’altro pronti a dare la diretta streaming sovrapposta. Non è possibile descrivere le corse sotto al portico del bar con un ombrello che fa avanti e indietro …grazie al martire che protegge chi deve attraversare quei pochi metri. Non è possibile descrivere la sensazione provata nell’ascoltare Emiliano Morrone che intervista il Dr. Tescaroli, pm delle stragi di Palermo. Non è possibile descrivere lo scoramento nel non aver potuto fare la diretta a causa del maltempo. Non è possibile descrivere i sorrisi dei ragazzi con le Agende Rosse, scambiare commenti, stretti sotto gli ombrelli, con i ragazzi della Rete dei gruppi Locali del Popolo Viola e on i ragazzi di IDV. Non è possibile descrivere la felicità di vedere amici venuti dalle Marche, dall’Umbria, da Viterbo o da Nettuno. No. Non è possibile descrivere una giornata come sabato 20 novembre, conclusasi con il viaggio a L’Aquila per chi aveva deciso di portare anche lì l’Agenda Rossa. Già, l’Agenda Rossa…Non è possibile neanche descrivere quel meraviglioso Popolo che è il Movimento delle Agende Rosse…e sapete perchè non si può descrivere tutto questo? Perchè bisogna VIVERLO!IN PRIMA PERSONA!IN PRIMA LINEA!Ed è per questo che il mio abbraccio va agli assenti: perchè non sanno che si sono persi la parte più bella di questo Paese. Ed il mio affetto va a chi ha resistito, per l’ennesima volta, con la consapevolezza nel cuore che stiamo crescendo insieme.
GRAZIE, MERAVIGLIOSO MOVIMENTO DELLE AGENDE ROSSE! GRAZIE SALVATORE BORSELLINO PERCHÈ CI HAI RICORDATO L’IMPORTANZA DELLA “RRRESISTENZA”!
Grazie a tutti per esserci stati nonostante la situazione climatica ed avendo affrontato lunghi viaggi per farlo.
Un grazie speciale a:
Beatrice Andolina, Tiziano Schiena, Guido Di Gennaro, Patricia Ferreira Larieux, Nicola Di Nuzzo, Francesco Vannini, Emiliano Morrone, Francisco La Manna, Gianluca “Zeit Geist”, Gianluca Palma e Vito Matera, per l’aiuto concreto senza il quale neanche saremmo stati in piazza. Roberto Gasparrini e Alessandro Lippo (i marchisciani), Federica Cola (Terni), Giuseppe Anelli (Viterbo), Laura Pizzotti (Nettuno) per esserci stati nonostante la situazione climatica ed avendo affrontato lunghi viaggi per farlo e a Federica Fabbretti che da Londra era il nostre ponte radio 🙂

Serenetta

Pensandoci qualche giorno a mente fresca posso dirvi che qualche riflessione mi è venuta in mente:
– giorni prima abbiamo fatto le prove di collegamento con un buon risultato, anche con sopralluogo serale per vedere la potenza della connessione con chiavetta internet. Risultata OK.
– siamo andati a fare il collaudo delle casse con il collegamento al computer tramite l’amplificatore per garantirci la funzionalità per la trasmissione degli interventi dalle altre città. risultato OK;
– abbiamo considerato un computer di backup di quello per lo streaming che avesse il firewire per la telecamera e la funzionalitù di altra chiavetta su un terzo pc. risultato OK;
– ci siamo portati la qualunque tra cavi, jek, ciabatte e microfoni vari, ne avevamo 5 perfettamente funzionanti. quindi tuto OK;
– abbiamo previsto il gazebo sapendo che comunque avrebbe piovuto, ed infatti PIOVVE!. quindi tutto OK;
– avevamo ospiti per gli interventi in scaletta e non ed avevamo anche le agende rosse da distribuire con le persone preposte a farlo e quindi tutto OK.
– siamo anche andati in C@@o alla luna per prendere un generatore funzionante corredato di doppie prese, ci siamo portati anche la tanica giusta da rifornimento, di quelle che acquistano gli sfigati come mio marito che rimangono spesso all’asciutto e quindi tutto OK.

Ma le cose non sono andate OK e questo nonostante l’impegno di tutti.
1) il generatore perde olio e si spegne dopo poco, passa un operaio mandato dal cielo che tenta di aiutarci e ravviva le nostre speranze, ma nulla da fare quindi –> PIANO B;
2) i cavi attaccati alla batteria della macchina supportano solo l’amplificazione e non i pc quindi —> PIANO C;
3) sacrificando la propria salute completamente fradici si va a comprare l’inverter, ma sotto la pioggia, nonostante aver incappucciato le ciabatte con buste di plastica, la corrente salta e quindi corti circuito vari, allora –> PIANO D;
4) prepariamo il computer di backup per lo streaming con una batteria forse più carica, ma non riconosce la telecamera, vede solo la sua web, quindi –> PIANO E;
5) si cambia telecamera ma anche questa non viene riconosciuta, quindi
–>PIANO F;
6) si spegne il computer predisposto allo streaming (dopo poco più di due ore, C@@@o, ma è nuovo!! allora PANICO. si procede con il PIANO G.
7) un secondo compiuter ha problemi con chiavetta e non consente di continuare ad accedere ad internet, forse un virus (ce n’erano tanti in giro!!). a questo punto si ripongono le speranze di un collegamento streaming e nel frattempo si spegne anche il computer di backup, poverino era stato acceso per più di 3 ore. si decide di far sentire l’intervento di Tescaroli con il cell. e mandarlo in diretta a Palermo, ma che te lo dico a fa’, a Palermo sono subbissati di problemi e non riusciamo a fare il collegamento quindi –> PIANO H.
8) registriamo l’intervista e si bevono cappuccini e caffè caldi, mentre la stanchezza comincia a farsi sentire.
9) smontiamo tutto alle 12:45 e raccogliamo tutto, ma dico tutto da per terra, sempre sotto l’acqua, l’unica cosa a non mancare per niente, e dopo esserci abbracciati, baciati e salutati portiamo le macchine cariche a casa per continuale lo svuotamento.
10) ore 14:15 finalmente si mangia.

Questa giornata sarà poi ricordata da alcuni come la giornata degli errori, della pioggia torrenziale e delle interviste con le pettorine, ma mai dimenticherò il calore umano nello stringersi sotto il gazebo per ripararsi dall’acqua ostacolando gli interventi di chi si affannava a far funzionare le cose.
Le borse che sbattevano incuranti sulle teste degli operatori, tutti stretti vicini vicini. Le colazioni di chi si rifocillava al bar mentre altri schiattavano di freddo sotto il gazebo. Anzi un’anima pia ci ha anche portato un caffè che però in quel momento non è stato apprezzato in pieno: avevamo l’acqua sui computer e dappertutto quando pioveva a vento.

Scusate lo sfogo, era anche giusto metterci un po’ di cronaca.
Ciò non toglie che anch’io ho provato l’amore vero di essere tutti insieme per un ideale. Sono felice di far parte di questo movimento, ma soprattutto di poter leggere l’emozione di un uomo che stimo sopra ogni cosa: SALVATORE, GRAZIE per il tuo affetto.

Grazie ad Angelo, Giorgio, Serenetta, Giuliano, Guido e Path, Nicola,
Francesco1 e Francisco, Tiziano e tutti quelli che sono venuti da lontano.
REEEEEEEEEEESISTEEEEEEEEEEENZAAAAAAAAAA
E’ bello esserci stata.
Beatrice

NDR: Angelo: “Bea, dalle altre città è un mezzo disastro. A Roma come siete messi?”
Beatrice con voce sconfortata e mutande fradice: “Angelo… Stiamo al piano ‘G’…”

FIRENZE

Qui Firenze… e inizio con un abbraccio a tutte le Agende Rosse d’Italia.. E’ stata una avventura meravigliosa. Sentire e far sentire la voce degli amici di altre città attraverso i nostri diffusori è stato stupendo.
Pioggia battente durante la preparazione, pioggia che è poi andata attenuandosi dandoci quel respiro e soprattutto le mani libere
1. per sollevare le agende rosse al cielo
2. applaudire gli interventi di Lidia in apertura (superba performance- brava Lidia), di Salvatore e di Di Matteo,
Poi, tecnicamente, c’è stato un lungo momento di “buio tecnico”, (dal punto di vista del segnale…), ma nulla ha potuto disturbare l’atmosfera che si era venuta a creare sul sagrato del Tribunale di San Firenze dove almeno 80 persone, cui dobbiamo aggiungere le persone del servizio d’ordine (carabinieri, polizia, personale in borghese, polizia municipale) , i turisti che si sono fermati, il personale di guardia del Tribunale, si sono riunite per ascoltare la diretta e gli interventi locali.

Per capire quello che è successo, sarebbe bastato vedere il viso di Giovanna Maggiani Chelli che, un pò scettica la mattina alle 9, con l’acqua che veniva giù copiosa, era raggiante alla 12.30, riconoscendo che “Firenze c’è”. Non so quanto si sia sentito da Firenze, ma so che tante volte l’applauso ha accompagnato gli interventi di Salvatore e di Di Matteo.

Come non ricordare il sacrifico dei nostri ragazzi che hanno curato da tutte le città la diretta streaming, la faccia bagnata dalla pioggia di Gianmarco impegnato con un PC in mano, il telefono incollato all’orecchio.
Come non ringraziare i nostri “volontari”, gente comune che, vedendoci in due, hanno aiutato me e Gianmarco.
Come non ringraziare il “muletto”, un generatore della potenza di ben 5KW che ha assistito a distanza la nostra manifestazione, sbuffando solo qualche volta, ma alimentando la nostra strumentazione..
Come no ringraziare la Polizia Municipale che ci ha aiutati senza sollevare la benché minima osservazione, anzi portando alla fine il Capo dei Vigili Urbani per farci le congratulazioni.
Come non ringraziare tutti quelli che hanno fatto interventi spontanei, fino a Saverio Tommasi, attore fiorentino che ha declamato il famoso frammento in cui Pericle descrive la Costituzione di Atene.
Come non ringraziare la Maggiani Chelli , energica e decisa nel chiedere che giustizia sia fatta sino in fondo.
Come non ricordare l’agente in borghese inviato dalla Questura, un omone alto e grosso che ha confessato candidamente di essersi letteralmente commosso..

Un grazie a tutti voi, tutti noi, a Salvatore per esserci… e perchè no… a Dio cui avevo chiesto una tregua alla pioggia dalle 10 alle 13.. richiesta esaudita.

Claudio

Non sono un bravo oratore nè scrittore; e credo che Claudio e le parole soddisfatte di Giovanna Maggiani Chelli abbiano espresso a pieno quale sia stata la cronaca dei fatti e delle emozioni del 20 Novembre a Firenze. Leggervi mi ha fatto un piacere enorme, e, non nego, anche commuovere!
Facciamo sì che questo abbraccio a Nino di Matteo, ma, in generale, alla Magistratura e ai familiari delle Vittime continui! In ognuna delle vostre lettere trasudava la voglia di resistenza e questo credo sia l’elemento fondamentale!
Non ci abbattiamo per gli imprevisti, prendiamo maggiore confidenza con i “mezzi” e sfruttiamo sempre più la tecnologia! Come dice Lidia, possiamo fare molta paura ai “poteri forti”!
Un abbraccio a tutti, forte
Gianmarco

MILANO

Quando ho letto il resoconto di Serenetta ho pensato che stesse parlando di Milano! Le stesse sensazioni, e più o meno gli stessi fatti anche a Milano:
la pioggia, gli ombrelli, i computer sotto i gazebo, il generatore che non parte, il rumeno che passa e prova a darci una mano (anche da noi!), nessuno ha un inverter in macchina (tranne Genchi, che però non è qui con la sua macchina!).
Marco e Dario partono in cerca di un distributore di benzina o un meccanico che possa smontare la candela del generatore e farlo finalmente partire. Riescono a tornare con il generatore funzionante appena prima della diretta streaming.
Il generatore ci abbandonerà a metà mattinata, ma poi salta fuori provvidenzialmente un megafono, gli interventi possono continuare! Andiamo avanti con le batterie dei portatili più che possiamo per tenere in piedi la diretta, e arriviamo così alla fine!
Quando la manifestazione si conclude, tanta gente si ferma, nonostante piova ancora.

Le sensazioni sono le stesse che ha descritto Serenetta. Sintonia.

Dal punto di vista tecnico mi sembra che la formula abbia funzionato bene. Grazie Angelo! A Milano siamo stati sfortunati (pioggia, generatore…) e fortunati ad avere le pezze (batterie abbastanza cariche, megafono…). Sarebbe bastato poco a rovinare molto.
Il ritardo sull’avvio del generatore ci ha portato a provare il mixer tardi, a diretta già iniziata. A quel punto abbiamo scoperto che il mixer era “quello che non funzionava bene”. Per mandare l’audio di Salvatore e Di Matteo abbiamo dovuto collegare direttamente il microfono alle casse e mettere il microfono sopra gli altoparlanti del PC portatile, perché nel frattempo non avevamo i cavi adatti.
Qui c’è una foto esemplificativa, tanto per ridere un po’:

Durante l’intervento di Di Matteo colleghiamo il convertitore USB della telecamera all’altro PC portatile, ed ecco che appare la schermata blu di Windows! Non c’è tempo per riprovare, riavviamo il portatile con il convertitore staccato ed usiamo la webcam incorporata con il microfono interno. Telefoniamo ad Angelo: “si sente?”. “Si, si sente, scusami ma ti devo lasciare, sto risolvendo un problema con Palermo!”.
Tralascio gli altri imprevisti, aggravati dalla pioggia.

E’ stato bello farcela! E’ stato bello dimostrare che la società civile non è addormentata, esiste e si organizza. E’ stato bello farlo per i nostri magistrati, che ne hanno bisogno.

Massimo

PALERMO

Chi mi conosce sa che non so scrivere… poi figuriamoci a parlare o soprattutto descrivere le mie emozioni.
Una cosa però cercherò di dirla… giornalmente mi scontro con una realtà dura e difficile, dai miei amici alle persone più lontane. Quì tutto il substrato culturale è marcio… ma ciò nonostante vado avanti… lotto… resisto e non mi fermo. Spesso quello che mi chiedono è “come fai a farlo? chi te lo fa fare? perchè lo fai? ecc” la risposta a tutte queste domande siete voi… quando nella vita incontri persone come Salvatore, Angelo, Marco, Lidia e tutti voi non puoi non dare il massimo di te ogni giorno per tutti i giorni che verranno.
Grazie a tutti voi per quello che fate giornalmente siete stimolo, carica ed orgoglio… sono fiero di essere sempre a vostro fianco nonostante le distanze.
Per il resto che dire… a Palermo è andata bene… sono contento che anche qui le cose si stanno iniziando a smuovere.
Un abbraccio a tutti ed ancora grazie per quello che fate e che mi trasmettete.
Giorgio

Quello che abbiamo realizzato giorno 20 novembre è un esempio di meraviglioso cambiamento “dal basso” che, in quanto tale, è la rappresentazione di quell’Italia temuta dai poteri forti.
Vedere tutta quella gente in piazza che manifesta per evitare l’isolamento di alcuni mangistrati ci aiuta a comprendere un fatto meraviglioso: non siamo impotenti di fronte al degrado di questo paese.
Molto belli a Palermo gli interventi dei cittadini…ho visto nei loro occhi quella luce che ci ha trasmesso Salvatore Borsellino e che credo porteremo per sempre con noi.
Grazie ovviamente a tutti voi, vi voglio un mondo di bene e spero di rivedervi presto per un altro atto di resistenza contro questi poteri scellerati.
Arrendersi? mai!
Un grande abbraccio,
Lidia

DALLA CALABRIA A PALERMO
Un’unica famiglia da Palermo a Milano comprese Firenze e Roma, un’unica famiglia intorno a Paolo Borsellino. Perchè io ho sentito Paolo intorno a noi, vivo, sorridente.
Il mio viaggio dalla Calabria fino a Palermo con un unico pensiero: Paolo che vive attraverso di noi, Paolo che vive attraverso Di Matteo, Ingroia, Lari, Tona, Paolo che vive attraverso il sorriso di quei bamibini lì davanti la Procura di Palermo, attraverso quei ragazzi che facevano tante domande ed erano lì ad ascoltare. Paolo che vive attraverso la nostra resistenza, la nostra determinazione, il nostro essere uniti sotto la pioggia o un sole cocente. Paolo era li con tutti noi.
Palermo era baciata dal sole (faceva un caldo!!!).
Come dice Serenetta certe emozioni non si possono spiegare, per me è difficile descrivere ciò che si prova nel vedere tante persone diverse, con associazioni diverse ma con un unico spirito, un’unica battaglia. Essere in sintonia, come avete detto, senza dover chiedere “ti serve aiuto?” perché sai cosa bisogna fare: aiutare Lidia nel scrivere la scaletta, portare le agende rosse, mentre vedi una persona e la saluti. Tutto in maniera coordinata e semplice. Vedere Di Matteo emozionato, anzi come dice lui “imbarazzato” perché lo sosteniamo. Sentire che sei un unica cosa con gli altri e in un clima perfettamente forte, resistente, toccante.
Attraversare il corridorio della Procura di Palermo…. è qualcosa che tocca il cuore in profondità, quando uscita da lì ho osservato il cielo e come mi era successo il 19 luglio 2010 a via d’Amelio nel minuto di silenzio ho visto 4 colombe bianche in cielo, cosi il 20 luglio 2010 una colomba bianca volava intorno la Procura. Poi a parte il pranzo, e le domande che due bambini hanno fatto a Salvatore (tra cui la domanda “ma tu e Paolo litigavate?”) la semplicità dei bambini sia davanti al Palazzo di Giustizia, sia a tavola è una cosa bellissima. Cosi come a Teatro Massimo, tra un foto e un’altra, consegnare le agende rosse a carabinieri e poliziotti, e sentire uno di loro che parlava di Paolo e della sua scorta … anche questo mi ha emozionato.
Essere dalla parte della giustizia, essere con tutti voi, anche se lontani, mi da la forza per combattere in questa Calabria. Grazie di tutto, di ogni piccola lotta che conducete perché rendete questo Paese migliore e libero da ogni schiavitù del male.
Grazie a tutti, anche a tutti coloro che erano all’Aquila.
E a te Salvatore che hai reso possibile tutto questo, per la carica che ci dai ogni volta: GRAZIE
Ps Salvatore durante il pranzo faceva fare le prove per urlare RESISTENZA. La prossima volta preparatevi 😉

Francesca

LONDRA

Io il 20 ero a Londra, preoccupata di perdermi una giornata per la quale avevo speso tante energie e tante risate e tanta passione… non mi dimenticherò mai le interminabili riunioni di redazione serali che poi si protraevano quotidianamente la mattina con Marco e Angelo, a chiarire questo o quel punto, ad evidenziare questo o quel problema. E’ stato faticoso? Sì, ma la fatica la sentivo solo la sera tardi, perché questo è quello che succede quando fai un qualcosa che ti piace così tanto e che senti parte di te. La mattina mi svegliavo e non vedevo l’ora di mettermi al computer. A volte addirittura speravo ci fosse qualcosa da risolvere o da chiarire. Quando sono partita per Londra, mi sono mancate le due voci che sentivo ormai più di quelle dei miei genitori. 😀
Quindi, il 20 mattina, sveglia alle 6.30 (l’Inghilterra è un’ora indietro) per l’appuntamento skype con Angelo alle 7.30, con la paura di sentirmi “lontana”.
Ed invece così non è stato per niente, prima di tutto perché di lavoro ce ne è stato da fare, secondo perché avevo davanti ai miei occhi tutte e quattro le città, era come essere contemporaneamente su tutta l’Italia, con tutti voi, allo stesso tempo. E poi, santo skype, probabilmente l’invenzione più azzeccata dopo l’acqua calda e il cuscino, ci ha connesso tutti.
E questi, per voi, sono stralci delle conversazioni:

Londra-Angelo:
“Angelo, mi hai messo tu in attesa o è il collegamento? Perché così non vedo più se sei al telefono, se sei libero, se devo prendere le redini della diretta nazionale!”

Firenze-Londra-Angelo:
“Baci da Firenze!”
“Gianmarco, siete stati FANTASTICI! E’ andata! :* “
“;) Ma l’audio di Giovanna c’era??? Lei è troppo la più forte! 😀 “
“E’ andata benissimo… appena avete staccato lo spinotto”.

Milano-Angelo:
“Massimo, riuscite a far vedere le immagini della piazza?”
“Lo faccio subito”

Roma-Londra-Angelo:
“Diluviaaaaaaaaaaaaa!”
“3 città su 4!!”
“Dio non esiste porca vacca!”

Palermo-Angelo-Londra:
“Come vanno le altre piazze?”
“Giorgio, cerca di ridare la diretta, mi sembra che l’audio sia fluido ora”.

Firenze-Angelo-Londra:
“Ragazzi, ci siete?”
“Sì”
“Mi dite se riusciamo a riprendere con la scaletta?”
“In questo momento la parola scaletta è stata cancellata permanentemente dal nostro vocabolario!”

Milano-Angelo:
“E’ finita la benzina!”
“Come è finita la benzina??”

Roma-Londra-Angelo:
“Sere, ma il collegamento con Bea?? Cercate di andare on line che Palermo si è bloccato”
“Panico”
“Vedo. Dappertutto.”

Londra-Angelo:
“Angelo, mettiamo il nome di questo signore che parla da Milano”.
“Chi è?”
“E che ne so???? Chiedi a Massimo”

Palermo-Angelo-Londra:
“E’ andata?? Di Matteo è andato??”
“E’ andato!”

Firenze-Angelo-Londra:
“Si vede?”
“Gianmarco, alza la telecamera”
“Si vedono solo i piedi, sì”

Milano-Angelo-Londra:
“Evvai, continuiamo con l’altoparlante!”

Roma-Angelo-Londra:
“Numero Giorgio e contatto skype plisssss”
“Arrivato?”
“Arrivato. Ragazzi, le mutande sò fradice”

Angelo-Londra:
“Sta andando, contro ogni previsione e a dispetto di ogni problema, sta andando! 🙂 “

Ecco, queste erano alcune delle frasi più… diciamo più significative del caos che è stato sabato 20 novembre! 😀

Detto questo, ci sono stati tanti errori, tante cose che potevano essere fatte meglio, ma la sensazione più bella che ho avuto, per la quale vale la pena fare qualsiasi cosa, è proprio quella che hanno descritto così bene chi prima di me si è espresso: la sintonia. Eravamo una cosa sola, tutti con un unico obiettivo. Ed è stata un’emozione indescrivibile, che sono riuscita a sentire anche da così lontano.

Abbiamo lavorato, abbiamo fatto nottate, ci siamo spesi, ma ci siamo anche divertiti, ci siamo sentiti parte di un’unica grande famiglia, siamo stati tanti Borsellino, tanti Di Matteo, tanti Maggiani Chelli, non importa il cognome. E, vorrei sottolineare, abbiamo raggiunto un traguardo che non credo sia mai stato raggiunto prima: siamo riusciti ad unire diverse realtà, forse le poche uniche realtà che ancora lottano, fuori dall’arena politica, tutti sotto un’unica bandiera ed un’unica carta.

A parte lo straordinario affetto che sto provando per voi in questo momento, sento un’altra emozione: la voglia di andare avanti. A quando la prossima? 🙂

Ripeto: GRAZIE.
Federica

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