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Basta legittimare la trattativa Stato-mafia

di Antonino Bonnici – 6 maggio 2014

Dopo la recente pubblicazione del libro dei Professori Giovanni Fiandaca e Salvatore Lupo si è evinta una giustificazione alla Trattativa Stato-Mafia.
Ora già di per sé Cosa Nostra è un’associazione criminale riconosciuta dalla legge n. 646 del 13 settembre 1982, nota come legge “Rognoni-La Torre”, che introdusse nel codice penale il reato di “associazione di tipo mafioso” (art. 416 bis). Questa legge per la sua approvazione dovette “vedere” cinque cadaveri: Pio La Torre e Rosario Di Salvo (uccisi il 30 aprile 1982), il Prefetto Carlo Alberto dalla Chiesa, sua moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente Domenico Russo (uccisi il 3 settembre 1982). Grazie alla legge Rognoni – La Torre fu possibile arrivare il 30 gennaio 1992 alla sentenza in Cassazione del famoso maxiprocesso nato dal Rapporto dei 162 del Vice Questore Antonino Cassarà in collaborazione con i suoi agenti tra cui Calogero Zucchetto, ucciso il 14 novembre 1982. Quel procedimento giudiziario si portò dietro una lunga scia di sangue: Rocco Chinnici, Mario Trapassi, Salvatore Bartolotta, Stefano Li Sacchi, Giuseppe Montana, Antonino Cassarà e Roberto Antiochia. Tutto questo sangue per arrivare alla sentenza definitiva che stabilì che esiste al mondo un’associazione denominata Cosa Nostra che occupa il territorio siciliano, lo sottomette e lo ricatta. E il raggiungimento di quella sentenza fu possibile attraverso tutto quel sangue versato per lo Stato nel più ampio e assoluto dovere di integrità. Quelle furono vittime per lo Stato.
A quelle morti si aggiunsero le stragi di Capaci e di via D’Amelio e tutti abbiamo visto gli effetti.
E ora mi si viene a dire che quella trattativa del 1992 fu legittima? O peggio da giustificare?

Io vorrei che voi vi metteste nei panni del padre di Vincenzo Li Muli: il suo corpo venne “composto“, sì esatto, raccolto a brandelli e lui da padre non lo volle vedere. Immaginate di essere voi al posto suo e vediamo se ancora parlate di giustificazioni!
Qualche giorno fa a Servizio Pubblico un ex poliziotto, tale Paolilli, ha fatto intendere che Giovanni Falcone fosse a conoscenza del progetto di attentato ai suoi danni all’Addaura nel 1989.
ORA BASTA! ORA BASTA!! ORA BASTA!!!
Ora basta dire tutte queste assurdità… Falcone si sarebbe fatto l’attentato per protagonismo… la trattativa Stato-mafia sarebbe stata legittima…
Io vi ricordo che sul quotidiano il “Il Foglio“ è stato rilanciato un saggio di Fiandaca intitolandolo ‘Il processo sulla trattativa è una boiata pazzesca’. Il Foglio ha fra i suoi azionisti Paolo Berlusconi che è fratello di Silvio. Chi creò il partito con il quale Silvio Berlusconi entrò in politica nel 1994? Chi è stato per anni il suo braccio destro? Ma non era forse Marcello Dell’Utri? Ma certo è proprio lui! Lo ricordate no? Quello che si è reso latitante in Libano! E chi avrebbe dovuto arrestarlo? Non poliziotti normali, no! Quelli della D.I.A. creata da Giovanni Falcone. Per cosa? Ah sì: concorso esterno in associazione mafiosa art. 416 bis.
Ma subito dopo l’attentato in cui morì Falcone, non fu avviata la trattativa Stato-mafia? Non è quella che Fiandaca vorrebbe giustificare?


Sarò forse giovane per pormi questi dubbi? Ma anche se sono giovane posso esprimere una mia opinione?

Lo Stato non avrebbe mai e poi mai dovuto, anche solo pensare, a trattare con la Cosa Nostra: MAI!
A mio parere non è possibile elogiare Paolo Borsellino e giustificare la trattativa Stato-mafia, bisogna scegliere: l’uno o l’altra. Bisogna essere coerenti anzitutto con se stessi: bisogna prendere posizione o si cade nella cosa più dispregiativa dell’umanità cioè l’ignavia.
Per me ogni singola parola che possa in qualche modo giustificare la trattativa Stato-mafia è da condannare senza se e senza ma e senza avere timore di nessuno.
E’ giunto il momento di essere coerenti: o da una parte o dall’altra.
Io, che sono giovane, chiedo verità e giustizia forse con molta più forza di chi invece è più “maturo“.

Antonino Bonnici


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