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Attentato a Ranucci, cosa si nasconde nelle cozze del bistrot di Valter Lavitola

19 agosto 2026 – Il filo da seguire dentro il bistrot di Valter Lavitola è come il bisso, quel baffo che sporge dalle cozze: a essere fortunati, porta al mollusco più saporito. Negli insoliti rapporti con il proprietario del ristorante romano più famoso del momento, presunto mandante dell’attentato contro Sigfrido Ranucci ed ex voce della massoneria di centrodestra (ne abbiamo parlato qui), nessuno ha finora approfondito i retroscena di chi ha avuto il ruolo di cupido: colui che, come il dio dell’amore, ha scoccato la freccia che ha unito in amicizia il bombarolo Lavitola e la vittima Ranucci.

Guido Ruotolo: il “cupido” che ha fatto incontrare Ranucci e Lavitola

Ha invece nome e cognome: si chiama Guido Ruotolo e ha 71 anni (nella foto sotto, con Valter Lavitola nel suo “Cefalù bistrò di pesce”). È un giornalista pure lui, in pensione dopo una vita da inviato a La Stampa. E da qualche anno è visceralmente impegnato a ribaltare la verità processuale sulla strage di via D’Amelio con cui, il 19 luglio 1992, sono stati uccisi il magistrato Paolo Borsellino e la sua scorta: secondo una ricostruzione, la sua, oggi smentita anche dalla Procura di Caltanissetta e diametralmente opposta a quella presentata negli anni dalle inchieste di Paolo Mondani per Report su Raitre.

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Fabrizio Gatti (www.today.it)

 

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