Perchè fino adesso ad accusarsi del furto dell´auto erano stati in due, Salvatore Candura e Vincenzo Scarantino, entrambi collaboratori di giustizia. Adesso Spatuzza ribalta tutto. E dopo un confronto che i pm di Caltanissetta hanno fatto fra Candura e Scarantino, il primo ha ammesso di aver mentito in passato sul furto dell´auto. E per questo motivo Candura è adesso indagato per auto-calunnia e Scarantino per calunnia. Le novità che sono emerse negli ultimi mesi, saranno oggetto di un incontro fra i pm delle procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze, che sono coinvolte in indagini a cui ha dato un contributo il dichiarante Spatuzza.
La storia della 126 imbottita di esplosivo è uno dei misteri del processo Borsellino. Nelle immagini, girate dai vigili del fuoco nell´immediatezza, non c´è traccia del blocco motore dell´auto attraverso la quale si sarebbe poi risaliti a Candura e allo stesso Scarantino. La loro versione condusse alla condanna all´ergastolo, poi cancellata in secondo grado, del meccanico che avrebbe avuto in custodia l´auto. A Candura si arrivò indagando su un caso di violenza carnale e dopo le sue prime ammissioni la polizia giunse all´arresto di Scarantino, protagonista di numerosi cambi di rotta tanto da vedersi revocato il programma di protezione. Secondo altri collaboratori di giustizia l´auto, inoltre, non sarebbe stata utilizzata per innescare l´esplosivo. La carica sarebbe stata sistemata in un bidone di calce.
Repubblica-ed.Palermo
Foto da Repubblica.it
Vedi anche:
Giovanni Bianconi
Il pentito e le stragi. La nuova verità che agita l’antimafia
in Corriere della sera, 22 aprile 2009

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