Non ci interessano i motivi religiosi che spingono Gaspare Spatuzza a fare la richiesta di recarsi in un ritiro spirituale, non riusciamo a vedere i collaboratori di giustizia da questo punto di vista.
Abbiamo una visione molto più pratica del “pentimento” di un uomo di mafia rispetto a quello che sarebbe stato folgorato sulla via “Dei Georgofili” pensando a Caterina Nencioni.
Gaspare Spatuzza secondo noi collabora con la giustizia perché vorrà tornare a poter vedere suo figlio prima o poi e godere di tanti altri benefici che la legge sulla collaborazione prevede e che la mafia forse non gli garantisce più.
Detto questo, per ancora una volta fare chiarezza sulla nostra posizione, la possibilità data a Gaspare Spatuzza dal Tribunale di Sorveglianza di Roma crediamo sia giusta.
Gaspare Spatuzza, collaborando con la giustizia ha aperto la strada a verità più complete sulla strage di via dei Georgofili e le altre del 1993 di quelle che sono state date fino ad oggi.
Non vediamo perché a Spatuzza, collaboratore a tutti gli effetti, non debba essere dato tutto ciò che la norma per i collaboratori di giustizia prevede, visto che a ben altri che non si sono “pentiti” e che non collaborano, in base a norme per le quali noi chiediamo continuamente modifiche, sono state fatte concessioni secondo noi gravissime, come togliere l’isolamento diurno a Giuseppe Graviano.
Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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