I continui “ragionamenti” come quello del Gip di Palermo Piergiorgio Morosini sul problema del regime speciale di detenzione di 41 bis ci fanno particolarmente riflettere.
Le parole del Gip sono state: “ragioniamo su quello che è il vero problema del nostro Paese che non è solo la criminalità organizzata, ma la necessità di vivere in società dove certi diritti fondamentali sono garantiti a tutti, anche ai carcerati”.
Bene, ragioniamo:
guardiamo a quel 41 bis, principale movente mafioso del tritolo eversivo del 27 maggio 1993, guardiamo all’implicazione di istituzioni e politici mentre subiscono ricatti in quel 1993 e al loro palese tentativo in quei giorni fino ai giorni nostri, di abolire il 41 bis a mafiosi di spessore non indifferente, e poi con tutta la buona volontà del mondo proviamo a vedere in tutto ciò un Paese civile.
Ci spiace per il Gip di Palermo e quanti la pensano come lui, forse benpensanti e la Magistratura di un certo tipo possino farsi illusioni, ma noi che abbiamo contato i cadaveri per mano di mafia con il beneplacito di troppi, no, non possiamo pensare ad abolire il 41 bis per essere più civili.
Continuiamo invece a pensare ad una società più civile nella quale sia garantita la vita a bambini di appena 50 giorni e ragazzi di soli 20 anni, i quali hanno il diritto sacrosanto di andare a letto la sera senza che “Cosa Nostra” possa piazzargli sotto le finestre 300 chili di tritolo mentre mercanteggia con lo Stato il 41 bis.
Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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