26 settembre 2012. Sono passati un paio di giorni dall’intervento di Adriano Sofri, che oggi risponde alle nostre buone ragioni sul quotidiano il Foglio, e non ci ha certo convertiti all’abolizione del carcere duro, in quanto il 41 bis, è giusto solo isolamento con l’esterno come da lui auspicato.La tortura è tutt’altra cosa e noi non siamo dei torturatori, questo si che è un insulto a tutti noi il solo palesarlo.
Ecco oggi l’intervento scientifico di Umberto Veronesi ancora dalle pagine del quotidiano La Repubblica che loda Sofri e definisce in buona sostanza: Caterina Nencioni, 50 giorni di vita, e Dario Capolicchio, 22 anni, e tutte le altre vittime di via dei Georgofili, morti per un eccesso di fraternità e solidarietà da parte di “cosa nostra”.
Il ravvedimento di cui poi parla Umberto Veronesi citando il Battista, deve essere da parte di chi?
Da parte di Riina, no, perché non si è mai ravveduto, cosa si vuole allora il ravvedimento da parte delle vittime affinché perdonino ai carnefici e li lascino uscire da 41 bis senza fiatare?
Ma quanti altri personaggi illustri, con grande costernazione, dovremmo ancora vedere scendere in campo ad insultare la nostra intelligenza e a infilare coltelli nelle nostre piaghe, affinché il 41 bis e l’ergastolo siano aboliti al ghota di “cosa nostra” ?
Ovvero quale tortura si è deciso di infliggerci giorno dopo giorno affinchè la mafia “cosa nostra” abbia ciò che voleva in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993?
Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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