Press "Enter" to skip to content

Ass. Georgofili: ‘Ruberie dei politici movente delle stragi ’93’

Quella definita la “strategia del terrore” che il Giudice Giovanni Spinosa vedrebbe già sull’eccidio del Pilastro, tanto da correlare quel massacro dei fratelli Savi alla strage di via dei Georgofili, noi da qui in avanti la chiameremo “strategia della distrazione”.
Strategia quella della “distrazione” che noi non possiamo escludere, allo stato dell’arte, non fosse in atto già ai tempi dei massacri del Pilastro e di altri centomila delitti grandi e piccoli avvenuti in Italia in questi ultimi 19 anni, ma eventualmente secondo noi la tecnica della “distrazione” era in atto con uno scopo ben preciso, ossia far guardare in una direzione diversa da quello che poi sarà inevitabilmente il movente delle stragi del 1993: le ruberie scellerate dell’intera classe politica e di molti degli uomini delle più alte istituzioni dell’industria e altri.
Vogliamo dire in buona sostanza: ruberie in seno ai grandi traffici coperte per tanti lunghi anni con “risse” sapientemente calibrate per attirare l’attenzione altrove.

Però “la strategia della distrazione” più “raffinata” che mai, noi la vediamo oggi, tesa ad allontanare l’attenzione dai veri responsabili della strage di via dei Georgofili, strategia messa ampiamente in atto da chi sapientemente vuole far guardare non dalla parte di ciò che emerge dai processi come quello di Firenze per le stragi del 1993, bensì in mille altre direzioni.
Disperdendo così facendo la verità vera in un mare di carta in mano all’editoria, che spesso alimenta depistaggi allo stato puro, quando non veleni dosati per cambiare il corso stesso della storia dello stragismo del 1993 in questo Paese.
La verità sulle stragi del 1993 è già scritta negli atti processuali di Firenze contro “cosa nostra”, in parte in verbali ancora oggi occulti e che il sistema non fa uscire allo scoperto e quindi non possono andare a dibattimento, ma soprattutto in documenti ufficiali sapientemente dosati nel farli uscire solo oggi a 19 anni di distanza dal massacro di via dei Georgofili.
Mentre nel mare di libri che vengono sfornati nel quotidiano per le stragi del 1993, al momento noi vediamo solo tentativi di tirare l’acqua al mulino della politica di appartenenza di chi scrive e di chi pubblica e chiaramente il grande business che si fa vergognosamente sulle bare dei nostri morti.


Giovanna Maggiani Chelli

Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

 

Be First to Comment

Lascia un commento