Il capo dei capi non sarebbe più in grado di intendere e di volere.
E’ stata chiesta una perizia psichiatrica che è stata concessa e il 9 febbraio prossimo i dottori ci diranno, per iscritto, se Riina Salvatore è ancora il capo di “cosa nostra” come ieri 30 gennaio 2012 è risultato in un altro processo. Perché lungi da noi pensare che la “cosa nostra” voglia un capo demente.
Noi però Salvatore Riina sia pure con tutte le cure del caso, lo vogliamo in carcere e a 41 bis, tanto se la demenza lo ha raggiunto e finalmente quel cervello criminale si è rattrappito a tal punto che ordini di morte dalle sbarre non può più darne meglio così.
Ma come si dice: fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio, infatti sono troppi anni che a cicli sempre più ravvicinati si cerca di far venire meno l’ergastolo e il 41 bis per la mafia stragista, hanno iniziato giusto il 1 Aprile del 1993 con la riunione operativa nel villino di Santa Flavia e non hanno più smesso.
Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
Mafia: legale ottiene perizia psichiatrica per Riina
31 gennaio 2012
Caltanissetta. Il legale di Totò Riina, Luca Cianferoni, ha chiesto e ottenuto la perizia psichiatrica su Toto Riina, che secondo l’avvocato non sarebbe più in grado d’intendere e di volere. La richiesta è stata avanzata al processo d’appello per l’omicidio di Giovanni Mungiovino, politico ennese della Dc, ucciso il 9 agosto ’83. Stamane i giudici di Caltanissetta, dove si celebra il processo, hanno nominato un collegio che visiterà Riina in carcere giovedì prossimo. La perizia sarà depositata il 9 febbraio.
Per il delitto del politico ennese furono condannati all’ergastolo Giacomino Sollami di Villarosa, Totò Riina e il boss di Vallelunga Pratameno, Piddu Madonia. Nel processo i figli di Mungiovino, assistiti da Renata Accardi del Foro di Caltanissetta, si sono costituiti parte civile. Mungiovino fu ammazzato nei pressi del bivio Benesiti, sulla statale per Caltanissetta, punito, secondo la Dda, per aver preso posizione contro i Corleonesi, che decisero di ucciderlo «su deliberazione della commissione regionale, presieduta da Salvatore Riina». La prossima udienza del processo è fissata per il 10 febbraio, mentre la posizione di Totò Riina è stata stralciata.
ANSA

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