15 settembre 2012. Siamo noi ad essere furiosi non Luciano Violante Presidente Commissione Antimafia ai tempi della strage del 27 Maggio 1993, come trapela oggi dalle pagine del Fatto Quotidiano.I passaggi da 41 bis a carcere normale sono stati più di uno, anche il 15 di maggio 1993, dopo l’attentato di via Fauro sono passati uomini di mafia da 41 bis a carcere normale, che importanza può avere se erano di spessore o meno e se erano passaggi in previsione da tempo?
La mafia in quel maggio 1993 oggi lo sappiamo anche troppo bene, aspettava messaggi di “collaborazione” dallo Stato e pezzi da 90 o “quaquaraqua” passati a carcere normale, la mafia non poteva che leggerli in senso positivo, ma voleva sempre di più e qui sta probabilmente l’alzata di tiro del 27 Maggio 1993, che nel bene o nel male va provato in un processo penale.
I documenti dei quali siamo venuti a conoscenza in questo ultimo anno, dicono chiaramente che nel 1993 anche i sassi sapevano che il desiderata della mafia era l’abolizione del 41 bis e tanto altro ancora, come si fa a dire che lo Stato non ha calato le brache ?
Se lo Stato non ha calato le brache come mai noi abbiamo avuto 5 morti e 48 feriti? Non ha calato le brache forse nella misura in cui non sono morti i politici ai quali la mafia l’aveva giurata?
I morti ci sono stati piaccia o no, e tutti innocenti, noi li abbiamo toccati con mano ora spetta a chi agita questa ventata di negazionismo davanti alle stragi del 1993 andare una volta al cimitero o dentro gli ospedali a toccare con mano i nostri morti e i nostri invalidi e farla finita di cercare di nascondere ciò che non è più possibile nascondere.
La verità è che dietro a quella strage del 27 Maggio 1993 non ci sono più solo uomini di “destra” come si usava dire un tempo: le stragi sono di “destra”.
Il colore dei soldi per la mafia non conta e non ha certo disdegnato il “rosso” in via dei Georgofili.
Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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