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Ass. Georgofili: non è “normale” trattare con Cosa Nostra

Il quotidiano l’Unità, a firma Rocco Vazzano, riporta stamane l’argomento delle nostre angosce più profonde, ovvero la lunga e sfinente Trattativa Stato–mafia, perchè secondo la sentenza Tagliavia lo Stato ha trattato con la mafia a suon di “41 bis” per vedere di far fermare le stragi del 1993.
E’ ancora una volta alla ribalta delle cronache prima che a conoscenza delle vittime di Provenzano questo vecchio vizio di trattare con “cosa nostra”, tipico di molti, troppi, di coloro che sono preposti ad occuparsi di contrasto alla mafia in questo nostro “benedetto” Paese.
Infatti è sempre più evidente quel modus operandi che viene da lontano, di definire “normale” incontri con uomini legati a organizzazioni mafiose che vogliono trattare con lo Stato per questioni le più disparate legate alla mafia, questa volta per Provenzano anche in termini economici.
Insomma, quasi una norma, come se arrestare immediatamente chi cerca di trattare per uomini di organizzazioni criminali pericolosissime, non facesse parte delle leggi che un Paese non colluso con la mafia si sarebbe dovuto dare.
“Se mai fosse esistito un “patto” questo è stato “serenamente violato” da chi ha condotto le indagini che hanno portato alla cattura del boss”  ha detto in proposito alle notizie riportate sui quotidiani il Procuratore Generale di Roma Pignatone, rispetto al caso Provenzano.
Noi diciamo invece: fortunatamente questa volta, per ciò che ci è dato di conoscere, non ci sono stati morti, e feriti, non ci sono stati sacrifici di vittime innocenti come nel 1993 in via dei Georgofili.

Giovanna Maggiani Chelli

Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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