3 settembre 2012. “Insisto sul fatto che non è concepibile che il Presidente della Repubblica possa essere intercettato”.
Queste per noi, con tutto il rispetto parlando, se sono vere, le non chiare parole del Ministro dell’Interno riportate oggi dal quotidiano “La Repubblica”.
Ovvero, cosa vuol dire il Ministro dell’Interno, che il Presidente della Repubblica è stato messo sotto intercettazione dalla Magistratura di Palermo nella ormai certa trattativa Stato-mafia?
A noi non risulterebbe, ma possiamo sbagliarci.
Però, se non ci sbagliamo, allora vuol dire che ad essere intercettato durante le indagini sulla ormai certa trattativa Stato-mafia è stato l’ex Ministro dell’Interno Mancino, per il quale la Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio anche se non per trattativa.
Quindi se l’ex Ministro Mancino ha potuto solo pensare di disturbare il Presidente della Repubblica per chiedergli aiuto davanti alla legge, quale responsabilità può avere la procura di Palermo nell’aver ascoltata la voce del Presidente della Repubblica?
Lo scandalo per noi che abbiamo bisogno assoluto di giustizia davanti ai nostri morti e ai nostri feriti, sia pure in un processo per una trattativa Stato-mafia ormai certa e non per strage come abbiamo sempre chiesto, non sta nel fatto che la voce del Presidente della Repubblica sia stata ascoltata da Magistrati che hanno indagato per darcela quella giustizia, ma nel fatto che un ex Ministro della Repubblica abbia potuto telefonare al Capo dello Stato per cercare sia pure conforto per una cosa gravissima: una indagine che implicava anche la morte di innocenti.
Aspettiamo con ansia la decisione della Consulta sulla diatriba delle intercettazioni che hanno coinvolto il massimo Colle, ma non per i motivi che animano lo scontro in questi giorni, ma perché il processo sulla ormai certa trattativa Stato-Mafia, è quanto ci resta per capire perché uomini del Governo del 1993 si siano mossi per passare mafiosi da 41 bis a carcere normale e se c’è un nesso mentre ciò avveniva con la morte dei nostri figli.
Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
Queste per noi, con tutto il rispetto parlando, se sono vere, le non chiare parole del Ministro dell’Interno riportate oggi dal quotidiano “La Repubblica”.
Ovvero, cosa vuol dire il Ministro dell’Interno, che il Presidente della Repubblica è stato messo sotto intercettazione dalla Magistratura di Palermo nella ormai certa trattativa Stato-mafia?
A noi non risulterebbe, ma possiamo sbagliarci.
Però, se non ci sbagliamo, allora vuol dire che ad essere intercettato durante le indagini sulla ormai certa trattativa Stato-mafia è stato l’ex Ministro dell’Interno Mancino, per il quale la Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio anche se non per trattativa.
Quindi se l’ex Ministro Mancino ha potuto solo pensare di disturbare il Presidente della Repubblica per chiedergli aiuto davanti alla legge, quale responsabilità può avere la procura di Palermo nell’aver ascoltata la voce del Presidente della Repubblica?
Lo scandalo per noi che abbiamo bisogno assoluto di giustizia davanti ai nostri morti e ai nostri feriti, sia pure in un processo per una trattativa Stato-mafia ormai certa e non per strage come abbiamo sempre chiesto, non sta nel fatto che la voce del Presidente della Repubblica sia stata ascoltata da Magistrati che hanno indagato per darcela quella giustizia, ma nel fatto che un ex Ministro della Repubblica abbia potuto telefonare al Capo dello Stato per cercare sia pure conforto per una cosa gravissima: una indagine che implicava anche la morte di innocenti.
Aspettiamo con ansia la decisione della Consulta sulla diatriba delle intercettazioni che hanno coinvolto il massimo Colle, ma non per i motivi che animano lo scontro in questi giorni, ma perché il processo sulla ormai certa trattativa Stato-Mafia, è quanto ci resta per capire perché uomini del Governo del 1993 si siano mossi per passare mafiosi da 41 bis a carcere normale e se c’è un nesso mentre ciò avveniva con la morte dei nostri figli.
Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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