di Giovanna Maggiani Chelli – 16 febbraio 2013Non abbiamo mai digerito bene il “rito abbreviato” per i mafiosi rei di strage o per concorso in strage.
Infatti, il rito abbreviato, lo abbiamo già ampiamente contestato ai tempi che si tentò di annullare l’ergastolo a Riina e compagni per le stragi del 1993.
Cosimo D’Amato ha chiesto il rito abbreviato, i Magistrati di Firenze hanno chiesto per l’ennesimo mafioso che si occupò di esplosivo per la strage di Firenze giudizio immediato.
Noi chiediamo un processo per strage a tutti gli effetti, come fu per tutti coloro che si occuparono di esplosivo per la strage di via dei Georgofili e se la prova penale per strage sarà ricostruita in aula, Cosimo D’Amato sia condannato all’ergastolo per strage terroristica eversiva, a regime di 41 bis.
Ma come mai sarà possibile tollerare un rito abbreviato, per un soggetto appartenente a “cosa nostra” che con la sua barca ha gestito l’esplosivo che ha massacrato i nostri figli?
Si provveda quindi a rimediare all’errore in corso con un decreto, come fu fatto ai tempi dell’ignobile tentativo di abolire l’ergastolo e il 14 bis a Riina, i fratelli Graviano e quant’ altro nel 2001 .
Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via de Georgofili
MAFIA: STRAGI ’93; ABBREVIATO PER PESCATORE, FORNI’ TRITOLO
(ANSA) – FIRENZE, 15 FEB – Cosimo D’Amato, il pescatore siciliano accusato di aver fornito l’esplosivo per gli attentati mafiosi compiuti fra il 1992 e il 1994 a Firenze, Roma e Milano, chiedera’ di essere giudicato con rito abbreviato. Lo ha annunciato il suo difensore, l’avvocato Corrado Sinatra. D’Amato e’ in carcere dal 12 novembre. E’ stato arrestato dalla Dia di Firenze su ordinanza di custodia cautelare della Dda. A dicembre per D’Amato i magistrati avevano firmato la richiesta di giudizio immediato: l’udienza in corte d’ assise era stata fissata per il 30 aprile. Adesso il tribunale dovra’ decidere se confermare la data o se fissarne una diversa per il rito abbreviato, che si celebrera’ davanti al gup. In base a quanto ricostruito nell’inchiesta – coordinata dal procuratore di Firenze Giuseppe Quattrocchi e dai sostituti Alessandro Crini e Giuseppe Nicolosi -, D’Amato, cugino di Cosimo Lo Nigro, recuperava l’esplosivo dagli ordigni finiti in mare nella Seconda guerra mondiale. Per farlo avrebbe utilizzato l’imbarcazione con cui svolgeva il lavoro di pescatore.
(ANSA)

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