1 settembre 2012. Le parole del Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso: “La mafia tenta di destabilizzare”, ci danno ragione nel nostro continuo tentativo di inserirci nel dibattito in corso sulla trattativa Stato-Mafia, che naturalmente però noi vorremmo più costruttivo e finalizzato alla sostanziale ricerca della verità dentro i Tribunali dello Stato.
Del resto, siamo i primi sulla lista ad aver pagato un prezzo altissimo nel 1993, quindi non possiamo tacere e considerando che la mafia che tenta di destabilizzare agendo contro la Magistratura di Palermo e le più alte cariche dello Stato, è annidata, indossando colletti bianchi, nei meandri della politica e quindi nel palazzo, non si può sottovalutare la presenza ingombrante sul territorio di uomini come Matteo Messina Denaro: un sanguinario sempre pronto a far saltare in aria qualcosa all’occorrenza, come fece a Firenze la notte del 27 Maggio 1993.
Inoltre per noi, è evidente che la mafia quella fatta di “menti raffinatissime”, tenta di spostare l’attenzione altrove. Infatti nessuno si ricorda più in queste ore, dell’esigenza di cercare di stabilire attraverso il processo di Palermo per trattativa Stato-mafia, quali siano state le reali responsabilità di politici, con incarichi istituzionali, che al tempo delle stragi del 1993 temevano di essere uccisi dalla mafia e chiesero quell’ausilio che ha poi provocato i morti di via dei Georgofili.
Infatti secondo noi è nel tentativo di salvare la pelle a uomini potenti della politica e delle istituzioni che i nostri figli hanno dovuto morire.
Chiediamo quindi grande attenzione a quanti preposti alla salvaguardia dei cittadini nel Paese, perché non vogliamo in assoluto che ad altri sia riservato quello che è toccato a noi e che oggi ancora paghiamo nell’indifferenza totale di istituzioni e politica quasi fossimo un oggetto ingombrante da gettare via .
Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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