Ancora un segnale di impotenza, nei confronti della mafia, con la libertà concessa ad un mafioso in questo caso il rampollo di Badalamenti.
Non c’è verso, da qualunque parte si guardino queste scappatoie legali di cui la mafia gode ci fanno stare male.
Sarà mai possibile che nessuno possa fare nulla, affinché ogni giorno chi ha dovuto pagare prezzi altissimi per l’operato di “cosa nostra” debba sentire tutta l’impotenza dello Stato, e riprovare quella terribile angoscia che noi abbiamo provato la notte del 27 Maggio 1993, notte in cui abbiamo capito che la mafia poteva fare tutto quello che voleva e nessuno era in grado di fermarla?
E inevitabile diventa fare i confronti, che non sono certo peregrini, come sarà infatti possibile che il figlio di Badalamenti possa tornarsene a casa libero e con tutti i suoi diritti di cittadino italiano ripristinati, mentre le vittime di mafia terrorista spesso non vedono applicati i più elementari dei loro diritti?
Cosa succederà per assurdo un domani, che il figlio di Badalamenti potrebbe percepire una pensione di invalidità a tutti gli effetti, mentre i ragazzi e i bambini che durante gli attacchi terroristici di “cosa nostra” non avevano una posizione pensionistica visto che in quanto tali non lavoravano, rimasti invalidi all’80% la pensione di invalidità invece non l’avranno mai?
Crediamo che lo Stato debba interrogarsi seriamente davanti a tanta ingiustizia, perché se c’è una cosa che le vittime della mafia terrorista non possono più sopportare è ancora quel senso di paura generato dalla supremazia della mafia sul vivere civile.
Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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