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Ass. Georgofili: lettera aperta al direttore de L’Espresso e al dr. Michele Ainis

Gentilissimi,
scrivo in riferimento all’articolo sul settimanale L’Espresso del 30 Giugno 2012 per precisare che la trattativa Stato-mafia non si chiude con le stragi di Falcone e Borsellino, bensì con i morti del 1993 a Firenze e Milano, cittadini inermi.
Quindi quella ormai acclarata trattativa non è ancora materiale per gli storici e per una commissione parlamentare d’inchiesta, ma bensì materia più che mai per i Tribunali dello Stato, per la carta bollata sulla quale va scritta la verità sempre negata da uomini dello Stato, più volte sentiti dai Magistrati.
L’ex ministro Nicola Mancino, come tutti gli altri uomini di Stato coinvolti in quel 1993 a dover scegliere chi far vivere e chi far morire, deve risponderne in prima persona, la commissione d’inchiesta per l’opinione pubblica, ben maneggiata dai partiti seduti in commissione sarebbe l’ennesima beffa alla democrazia.
Noi comprendiamo benissimo il pensiero degli opinionisti e dei costituzionalisti, ma le opinioni restano tali per sempre e la Carta Costituzionale non ammette repliche, lo Stato deve avere dei servitori fedeli e pronti a pagare davanti alla legge in prima persona quando sbagliano dolosamente e solo i Tribunali possono accertarlo.

 

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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