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Ass. Georgofili: ‘Le parole di Adriano Sofri sono offensive’

24 settembre 2012. Adriano Sofri, dalle pagine del quotidiano La Repubblica, si rifà oggi agli scritti di Aldo Moro per spezzare una lancia anche in favore dei mafiosi rei di strage del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili.
Adriano Sofri riporta nel suo editoriale le riflessioni di Aldo MORO “sul fine pena mai”, scritte sicuramente prima del 1978, quando in carcere in Italia, non vi erano certi criminali mafiosi dello spessore di Salvatore Riina, Bernardo Provenzano e Giuseppe Graviano.
Noi non sappiamo cosa avrebbe scritto oggi,  in un contesto tutto diverso,  l’illustre statista democristiano, mentre dentro le carceri Italiane albergano mafiosi dello spessore criminale di Salvatore Riina, Bernardo Provenzano, persone che sono state “conservate” per 40 anni in latitanza contribuendo a ridurre il Paese una landa mafiosa.
E’ per noi offensivo richiamarsi alle parole di una persona tanto importante come Aldo Moro per cercare di dare a “cosa nostra” ciò che ha cercato di ottenere massacrando i nostri figli: l’abolizione dell’ergastolo e del 41 bis.
Insomma noi temiamo fortemente che per cercare di far sembrare illuminate azioni di garanzia per i diritti umani, i passaggi da 41 bis a carcere normale il 5 Novembre del 1993, si uccidano oggi nuovamente i nostri morti.
Siamo così provati in queste ore che ripensando ai nostri morti, bambini di pochi mesi e pochi anni e ragazzi giovanissimi, ci vergogniamo di essere italiani.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili


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