28 dicembre 2012. La corsa di molti magistrati in politica ad alcuni dei quali abbiamo in parte, come si dice, contribuito a “tirare la volata”, è per noi motivo di grande dispiacere.
La politica non ha mai combattuto la mafia e non lo farà mai, le buone intenzioni per le quali da sempre abbiamo sposato il detto che ne è “lastricato l’inferno”, vengono poi tutte minate nel momento in cui i ben intenzionati varcano i palazzi del potere, dentro ai quali c’è sempre un buon motivo per salvare un qualunque segreto di stato o una qualunque ragion di Stato.
Facciamo nostro, pertanto, quanto abbiamo letto in un blog scritto da un nostro buon amico, proprio perché da parte nostra sia ben chiaro verso quanti ci hanno seguito in questi anni, che non approviamo i magistrati in politica sia a sinistra che a destra e che in loro abbiamo confidato solo quando portavano la toga e davano chiari segnali di volere la verità sulle stragi del 1993: “Secondo la mia modesta opinione, se due magistrati antimafia lasciano la toga per entrare in politica, significa che le speranze di diventare un paese normale sono finite del tutto e si preferisce combattere la mafia all’interno delle istituzioni anzichè stare fuori a beccarsi la dinamite dei mafiosi e dei mandanti politici”.
Stiamo aspettando le decisioni finali dei Magistrati Grasso, Ingroia, Dambruoso, Matone e quanti ancora si faranno avanti nei prossimi giorni, ma nel contempo il nostro pensiero sia chiaro, anche perché abbiamo visto troppe toghe autorevoli entrare in politica che sono state fagocitate e sono sparite in un mare di retorica.
Inoltre disapproviamo le toghe in politica, perché abbiamo pagato troppo caro il tradimento dei politici stessi che ci hanno messo nelle mani della mafia, per non capire che come una ragnatela stanno tirando a sè magistrati di punta per buttare a mare la trattativa stato-mafia.
Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
La politica non ha mai combattuto la mafia e non lo farà mai, le buone intenzioni per le quali da sempre abbiamo sposato il detto che ne è “lastricato l’inferno”, vengono poi tutte minate nel momento in cui i ben intenzionati varcano i palazzi del potere, dentro ai quali c’è sempre un buon motivo per salvare un qualunque segreto di stato o una qualunque ragion di Stato.
Facciamo nostro, pertanto, quanto abbiamo letto in un blog scritto da un nostro buon amico, proprio perché da parte nostra sia ben chiaro verso quanti ci hanno seguito in questi anni, che non approviamo i magistrati in politica sia a sinistra che a destra e che in loro abbiamo confidato solo quando portavano la toga e davano chiari segnali di volere la verità sulle stragi del 1993: “Secondo la mia modesta opinione, se due magistrati antimafia lasciano la toga per entrare in politica, significa che le speranze di diventare un paese normale sono finite del tutto e si preferisce combattere la mafia all’interno delle istituzioni anzichè stare fuori a beccarsi la dinamite dei mafiosi e dei mandanti politici”.
Stiamo aspettando le decisioni finali dei Magistrati Grasso, Ingroia, Dambruoso, Matone e quanti ancora si faranno avanti nei prossimi giorni, ma nel contempo il nostro pensiero sia chiaro, anche perché abbiamo visto troppe toghe autorevoli entrare in politica che sono state fagocitate e sono sparite in un mare di retorica.
Inoltre disapproviamo le toghe in politica, perché abbiamo pagato troppo caro il tradimento dei politici stessi che ci hanno messo nelle mani della mafia, per non capire che come una ragnatela stanno tirando a sè magistrati di punta per buttare a mare la trattativa stato-mafia.
Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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