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Ass. Georgofili: inutile aspettare Tranchina, parlino gli uomini dello stato

19-4-2011 Eccoli gli inquietanti condizionali a mezzo stampa che tornano a tormentare la nostra vita. Anche Fabio Tranchina uomo di “cosa nostra”, appena arrestato potrebbe svelare ulteriori elementi sulle stragi del 92, ma anche su quelle commesse a Milano, Firenze e Roma, insomma su quella che ci riguarda molto da vicino quella del 27 Maggio 1993. Ci saremmo mangiati un rospo se a ridosso degli anniversari delle stragi del 1993, non si fossero un po’ agitate le acque. Il problema non sono i mafiosi per i quali ben vengano gli arresti, i problemi sono che abbiamo ormai ben visto come a sapere cosa è successo in questo maledetto Paese nel 1993 non siano solo i mafiosi, bensì lo sanno benissimo anche uomini delle istituzioni. Quindi quasi inutile elucubrare su vane speranze, su ciò che i mafiosi potrebbero dirci o non dirci, quando uomini dello Stato del governo del tempo delle stragi del 1993, non avrebbero bisogno di “pentirsi” ma basterebbe semplicemente che parlassero. Insomma la domanda ormai incombe grossa come una casa. Perché dobbiamo continuare a sperare che sia la mafia ad indicarci la strada della verità sulla morte dei nostri figli, sul massacro di via dei Georgofili, quando i nomi dei politici implicati nelle stragi del 1993 li conoscono uomini illustri dello Stato?

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

20-04-2011

Come volevasi dimostrare: abbiamo avuto ragione con il nostro comunicato di ieri e di eguale tenore. Dopo i buoni propositi dei primi momenti Fabio Tranchina ritratta, si avvale della facoltà di non rispondere e chi più ne ha più ne metta.
Sono gli uomini dello Stato a conoscenza dei fatti e che si trincerano dietro la ragion di Stato a dover parlare circa la verità sulle stragi del 1993.
I mafiosi non possono che essere in difficoltà a causa di una vergognosa legge sui collaboratori di giustizia, che nessuno ha voglia di cambiare per dare un segnale di sostegno a chi vorrebbe collaborare.
Inutile quindi “pestare l’acqua nel mortaio”: o il Parlamento da più garanzie ai così detti “pentiti” o, in alternativa, parli lo Stato e facciamola finita di friggere sulla graticola le vittime delle stragi del 1993 un po’ per giorno. Possibile ci sia in questo Paese qualcuno che ancora non ha capito che abbiamo sofferto anche troppo e che non tolleriamo più un sistema che fa acqua da tutte le parti in fatto di verità sulle stragi eversive del 1993? Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

 

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