Non possiamo non accettare le motivazioni pubbliche, in televisione, del Generale Mori, ci mancherebbe altro, ovvero che i rapporti con Ciancimino il sindaco di Palermo fecero parte di una tecnica investigativa, della quale non doveva, per legge, rendere conto a nessuno e che eventualmente dopo sarebbe stato suo dovere informare gli organi competenti.
Quindi in merito aspetteremo gli esiti di processi e investigazioni approfondite prima di farci una qualsiasi pregiudiziale.
Ma dopo averlo ascoltato in televisione, su La7, al Generale Mori chiediamo: dopo la strage di Via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 ha valutato tutto il peso che può aver comportato quella tecnica investigativa ?
Infatti il Generale Mori lo abbiamo sentito dire oggi 18 dicembre 2011, davanti ai teleschermi che negli anni ’80 la sua particolare attività investigativa ha portato tutto sommato a smantellare tutti i membri delle brigate rosse, non lo abbiamo però per contro sentito dichiarare e neppure il conduttore televisivo glielo ha chiesto, circa il fatto che la sua attività investigativa nel 1992 con Vito Ciancimino non lo ha portato a fermare le stragi, visto che i nostri figli sono morti nel maggio del 1993.
Noi purtroppo non possiamo non temere che la controparte – cosa nostra – possa aver letto quei colloqui non come normali episodi investigativi, ma come una apertura a “trattare” e crediamo quindi sia un nostro diritto capire se vi è stata una forte responsabilità morale per la sorte toccata ai nostri figli da parte dello Stato.
Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
Mafia: gen. Mori, trattative con Stato? Probabilmente si’, ma a piu’ alto livello
Adnkronos, 18-12-2011

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