Fortemente convinti della battaglia che da anni abbiamo portato avanti con determinazione, vediamo molto bene in momenti così difficili, l’apertura delle istituzioni alla vendita dei beni confiscati alla mafia, qualora sia necessario per far fronte alle ragioni economiche delle vittime di mafia.Infatti con le recenti leggi finanziarie dell’estate 2011, abbiamo dovuto ancora una volta assistere al depauperamento del Fondo 512 , la legge del 1999 che va incontro alle esigenze delle vittime della mafia terrorista ed eversiva.
Le vittime di mafia che denunciano la mafia e vanno poi in sede civile a pretendere i risarcimenti si trovano da anni di fronte ad un Fondo 512 vuoto e questo è pressoché ignobile.
E’ la mancanza di denaro nelle casse dello Stato, il movente sempre valido per mettere lo Stato stesso nelle condizioni di lesinare la giustizia civile contro le mafie, per questo siamo molto d’accordo con chi grida “se la mafia si ricompra i beni confiscati glieli riconfischeremo”, perché qui sta la forza dello Stato.
Auspichiamo la messa in vendita dei beni della mafia, qualora le vittime della mafia stessa non possano essere risarcite per mancanza di denaro, perché era anche questo che voleva il tanto invocato Pio La Torre.
E’ il ritorno al sociale di beni confiscati alla mafia attraverso la regolamentazione delle segreterie di partito che ci spaventa.
Infatti la politica sempre più ingorda davanti alla montagna di denaro che i beni confiscati alla mafia possono produrre, preferisce buttare a mare leggi come la 512, che il mondo ci invidia ,piuttosto che fare un passo indietro davanti a ciò che vuole gestire per proprio tornaconto.
Il sospetto è che tutto ciò, sia anche il mezzo per continuare a mantenersi i lauti stipendi che oggi i nostri parlamentari percepiscono in barba a quanti ogni giorno combattono per uscire dal loro tritolo stragista ed eversivo dispensato a piene mani nel 1993 da “cosa nostra” con il bene placido della politica tutta.
Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

Be First to Comment