Non ci è ancora chiaro come sia andata per il novello caso “trattativa Provenzano” .
Malgrado tutta la buona volontà della stampa e delle trasmissioni televisive, l’unica cosa che abbiamo capito è che tutto decadde quando, insediatosi alla PNA, Grasso chiude questa spinosa vicenda, perché il tramite di Provenzano non ha dato alcuna garanzia, anzi.
Resta quindi un punto oscuro da sciogliere che è quello cosa sia avvenuto negli anni prima della nomina di Pietro Grasso alla DNA.
Ovvero chiediamo da cittadini e per giunta vittime di Provenzano, che cosa è successo esattamente in seguito, quando stabilito che il problema degli eventuali due milioni di euro chiesti dall’intermediario di Provenzano, condizione affinchè il boss si consegnasse alle autorità, diventa politico perché “trattare” in fatto di soldi non spetta alla magistratura.
Crediamo sarebbe molto giusto chiarire, se dopo quella sciagurata “trattativa” del 1993 a suon di 41 bis sulla pelle dei nostri parenti lasciati massacrare in via dei Georgofili con la scusante di fermare le stragi, si è ancora pensato di “trattare” con la mafia addirittura pagandola fra il 2003 e il 2005, perché si facesse arrestare in questo caso.
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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