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Ass. Georgofili: ‘Cosimo D’Amato collabori con la giustizia e dica quello che sa’

1 dicembre 2012. D’Amato, il cugino buono di Cosimo Lo Nigro, che avrebbe consegnato l’esplosivo alla mafia per la strage di Firenze, “non solo non fu lui, ma comunque se lo avesse fatto, non sapeva a cosa serviva”.
Il Tribunale del riesame non gli ha creduto, come del resto non gli crediamo neppure noi.
Crediamo a Spatuzza questo sì e qundi D’Amato con l’esplosivo del 1993 deve aver avuto a che fare, eccome.
D’Amato, come già ha fatto Spatuzza, può collaborare con la giustizia e dire tutto quello che sa e può convincere Cosimo Lo Nigro attraverso la collaborazione a chiuderla questa partita dell’esplosivo per le stragi del 1993, perché noi crediamo non sia così come appare, ma molto, molto più complessa.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

MAFIA: STRAGI’93, RESTA IN CARCERE PESCATORE CHE FORNI’ TRITOLO

(ANSA) – FIRENZE, 1 DIC – Resta in carcere Cosimo D’Amato il pescatore siciliano arrestato nell’ambito dell’inchiesta fiorentina sulle stragi del ’93 con l’accusa di aver fornito l’esplosivo per gli attentati mafiosi compiuti fra il 1992 e il 1994. Il tribunale del riesame di Firenze ha respinto il ricorso della difesa con cui era stato chiesto l’annullamento della misura cautelare. In base a quanto ricostruito nell’inchiesta – coordinata dal procuratore di Firenze Giuseppe Quattrocchi e dai sostituti Alessandro Crini e Giuseppe Nicolosi e condotta dalla Dia di Firenze -, D’Amato, cugino di Cosimo Lo Nigro, recuperava l’esplosivo dagli ordigni finiti in mare nella Seconda guerra mondiale. Per farlo avrebbe utilizzato l’imbarcazione con cui svolgeva il lavoro di pescatore. Secondo la difesa, sostenuta dall’avvocato Corrado Sinatra, non solo non fu lui a fornire l’esplosivo e, in ogni caso, non sarebbe stato a conoscenza della finalita’. Per questo non sussisterebbe l’aggravante dell’aver voluto favorire la mafia. (ANSA)

 

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