26 settembre 2012. L’Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ancora una volta si stringe intorno al Magistrato Antonio Ingroia che coordina l’inchiesta trattativa Stato-Mafia.Le ulteriori minacce ricevute dal pm di Palermo in queste ore provano ancora una volta di più che quando la Magistratura indaga travalicando il confine tra la mafia e la politica, tutto può succedere in Italia.
Putroppo i documenti che sono usciti in questi ultimi due anni, rimasti rintanati per quasi 20 anni nei cassetti vari, provano che quando sono stati assassinati i nostri figli in via dei Georgofili in troppi nelle istituzioni erano a conoscenza del movente mafioso per il tritolo del 1993: il 41 bis da annullare e la dissociazione da consolidare in una norma.
Il 29 Ottobre 2012 giorno dell’udienza preliminare, per andare a processo sulla trattativa Stato-mafia, è vicinissimo; questo fa si che il nervosismo oggi sia alle stelle e la vita dei Magistrati che se ne occupano in pericolo.
Siamo certi che tutta l’attenzione possibile sarà messa in campo per vigilare sui magistrati come Ingroia, ma non ci stanchiamo di dire che l’attenzione non è mai troppa.
Infatti , si pensi che il 14 Maggio 1993 in questo Paese erano esplosi 100 chili di tritolo in via Fauro a Roma e nulla ha impedito che solo 13 giorni dopo, 300 chili esplodessero in via dei Georgofili a Firenze, questo perché non era solo un problema di mafia, ma soprattutto un problema di grande corruzione e collusione fra mafia e politica nei palazzi di governo del Paese.
Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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