Il Procuratore di Palermo Antonio Ingroia torna a insistere sulla necessità da parte di quelle istituzioni che sanno di dire tutto sulla trattativa fra Stato e mafia.
Ne siamo convinti anche noi che la verità ormai vada detta senza reticenze e senza nascondersi dietro al dito dei “non ricordo”, “ho agito in solitudine”, “ho fatto la lotta alla mafia”.
Facciamo appello a quanti invocano il senso dello Stato che gli sarebbe congeniale ma che di senso dello Stato non ne hanno un briciolo.
Rammentiamo con determinazione che la trattativa c’è stata, lo dicono ormai le carte processuali, ci sono stati i morti purtroppo e chi ha sbagliato deve affrontare le proprie responsabilità.
Non smetteremo mai di invocare giustizia per i nostri morti, se sarà necessario e ci sarà permesso dal capo di imputazione inerente il “41 bis” ci costituiremo parte civile nell’eventuale processo di Palermo per la trattativa Stato Mafia, la politica non creda di aver vinto insabbiando ogni giorno la verità attraverso una disinformazione da parte dei media che fa paura.
Gioacchino Calabrò ha mandato Vincenzo Ferro a Firenze, a Prato, a chiedere allo “zio Messana” di ospitare i terroristi per l’attacco ai Georgofili; la Toscana ha aperto le porte al gruppo di fuoco di Bagarella, oggi non si può far finta di nulla nel tentativo di salvare la faccia ad una intera classe politica che si è macchiata di collusione con la mafia.
Chi sa come ha fatto “cosa nostra” ad arrivare a Firenze il 27 Maggio 1993 all’1.04 parli, lo scriva sugli atti processuali, o questo Paese finirà nel baratro e le istituzioni perderanno ogni credibilità come sta avvenendo in questi giorni.
Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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