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Ass. Georgofili: Brusca dica tutta la verità

Giovanni Brusca non cambia mai, fiuta l’aria che tira e orienta il suo verbalizzare.
Folgorato sulla via di Damasco dalla parole di un familiare di vittima di mafia, come ha detto ieri a Rebibbia in sede di incidente probatorio, avrebbe deciso di fare il nome di Dell’Utri, anche se tardivamente.
Mille volte abbiamo chiesto la verità a Giovanni Brusca tutta la verità fino in fondo, cominciando dal cosiddetto caso del “proiettile di Boboli”,  fino ai suoi stretti rapporti con Monticciolo che spesso gli faceva da autista, non l’ha mai detta, eppure i nostri figli sono stati le sue dirette vittime. 
Brusca, come si dice dalle nostre parti, è un furbone matricolato, è un collaboratore e per questo rispettiamo la legge, ma la verità non la dice mai tutta, e questo perché non gli piace essere coinvolto nella strage di via dei Georgofili, infatti il 3 maggio 2011 in aula Firenze al processo Tagliavia ha dato il meglio di se stesso in fatto di mezze verità.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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