Non è vero che Giuseppe Graviano è confinato a 41 bis!
Giuseppe Graviano infatti è sì a 41 bis, ma non ha più l’isolamento diurno, quindi può socializzare con altri uomini di mafia come lui e gestire probabilmente alla grande il suo patrimonio come risulterebbe dai pizzini sequestrati dalla guardia di finanza di Palermo.
Denunciamo a tal proposito che:
1) Ai boss Giuseppe e Filippo Graviano sono stati sequestrati 31 milioni di euro che probabilmente non sono utilizzabili per le vittime di mafia e sono persi nei meandri della burocrazia giudiziaria. Questi 31 milioni di euro sono molti di più di quelli stanziati dallo Stato affinchè affluiscano al Fondo 512 del 1999 per far fronte alle esigenze di chi i fratelli Graviano li ha denunciati.
2) Sul fronte amministrativo, rendiamo noto altresì per la milionesima volta, che l’INPS in base alla legge 206 del 2004, non può evolvere le pensioni alle nostre vittime di via dei Georgofili invalide all’80% della capacità lavorativa, non lo può fare perché la Legge di Stabilità dove si è cercato di inserire la spesa per sole tre pensioni fra tutte le stragi d’Italia, è risultata al vaglio della Commissione Bilancio della Camera non idonea.
Per noi non è mai idoneo nulla, per i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, invece, rei della strage di via dei Georgofili, è idoneo tutto, anche inviare uno stipendio di 4.000 euro mensili alle loro mogli attraverso un 41 bis all’acqua e sapone.
Ci rivolgiamo inoltre a quanti in queste ore hanno scioperato per reconditi fini contro l’ergastolo e il 41 bis alla mafia stragista e diciamo: vergognatevi una volta tanto di agitare la bandiera del garantismo più becero, in nome e per conto di poco più di 600 mafiosi ergastolani, che mandano gli stipendi mensili alle loro mogli, mentre nessuno firma manifesti per poco più di 600 vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice per sanare una vergogna senza pari.
Giuseppe Graviano infatti è sì a 41 bis, ma non ha più l’isolamento diurno, quindi può socializzare con altri uomini di mafia come lui e gestire probabilmente alla grande il suo patrimonio come risulterebbe dai pizzini sequestrati dalla guardia di finanza di Palermo.
Denunciamo a tal proposito che:
1) Ai boss Giuseppe e Filippo Graviano sono stati sequestrati 31 milioni di euro che probabilmente non sono utilizzabili per le vittime di mafia e sono persi nei meandri della burocrazia giudiziaria. Questi 31 milioni di euro sono molti di più di quelli stanziati dallo Stato affinchè affluiscano al Fondo 512 del 1999 per far fronte alle esigenze di chi i fratelli Graviano li ha denunciati.
2) Sul fronte amministrativo, rendiamo noto altresì per la milionesima volta, che l’INPS in base alla legge 206 del 2004, non può evolvere le pensioni alle nostre vittime di via dei Georgofili invalide all’80% della capacità lavorativa, non lo può fare perché la Legge di Stabilità dove si è cercato di inserire la spesa per sole tre pensioni fra tutte le stragi d’Italia, è risultata al vaglio della Commissione Bilancio della Camera non idonea.
Per noi non è mai idoneo nulla, per i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, invece, rei della strage di via dei Georgofili, è idoneo tutto, anche inviare uno stipendio di 4.000 euro mensili alle loro mogli attraverso un 41 bis all’acqua e sapone.
Ci rivolgiamo inoltre a quanti in queste ore hanno scioperato per reconditi fini contro l’ergastolo e il 41 bis alla mafia stragista e diciamo: vergognatevi una volta tanto di agitare la bandiera del garantismo più becero, in nome e per conto di poco più di 600 mafiosi ergastolani, che mandano gli stipendi mensili alle loro mogli, mentre nessuno firma manifesti per poco più di 600 vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice per sanare una vergogna senza pari.
Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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