Continuano a raffica le frasi infelici, di certo male interpretate, ma purtroppo esternate. Che il posto di lavoro fisso andava dimenticato non lo ha detto per primo il Premier Monti, lo ebbe già a dire l’On.le Massimo D’Alema. E’ una cosa vecchia e l’abbiamo dovuta digerire. Quindi inutile rafforzare con frasi del tipo: dove il posto fisso nella propria città, vicino alla mamma?
Non i figli di tutti hanno la possibilità di andare a New York, in un attico con tutti i benefici del caso a far valere le loro capacità.
I nostri di figli per esempio sono a Firenze e altrove, senza un posto di lavoro: alcuni perché non lo trovano neppure a “Butemburgo” il posto di lavoro, malgrado vi siano le leggi a loro favore che impongono le assunzioni delle vittime del terrorismo. Altri non lo avranno mai un posto di lavoro, visto che non possono lavorare a causa di invalidità massacranti fino all’80% della capacità lavorativa, riportate sotto quintali di tritolo eversivo terroristico sparso a piene mani sulla loro pelle. Vittime peraltro ancora oggi senza “pensione subito” come recita la legge 206 del 2004.
Inoltre va fortemente considerato che ci sono buonissime probabilità sia stato proprio quel tritolo del 1993 a ridurre il Paese nelle condizioni attuali e per questo forse si è reso necessario imporre a tutti quanti sacrifici di lacrime e sangue.
Come potrebbero questi di figli andare lontano dalla “mamma”, dalla famiglia, come vivrebbero da qui ai prossimi 50 anni che ancora auspichiamo ci siano per loro malgrado tutto?
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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