ROMA –“Senza entrare nel merito, anche questa vicenda dimostra come la magistratura italiana, nei comportamenti concreti, coltivi il principio dell’eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.
Occorre avere fiducia nella serietà e nella scrupolo professionale dei magistrati chiamati a svolgere il delicato compito di accertare la verità.
Vale, naturalmente, anche in questo caso come in tutti gli altri, la presunzione di non colpevolezza dell’indagato sino ad una pronuncia definitiva dell’autorità giudiziaria.
Al di là dei risvolti penali, la vicenda in esame sollecita ogni magistrato ad una particolare cautela nelle frequentazioni non solo nelle “terre di mafia”, e gli organi di autogoverno alla massima incisività nei controlli sulla correttezza dei comportamenti dei singoli non solo con riferimento allo stretto esercizio delle funzioni giurisdizionali”.
Piergiorgio Morosini (Segretario Generale di Magistratura democatica – 1 dicembre 2011, fonte www.magistraturademocratica.it)

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