di Pippo Giordano – 12 gennaio 2014
Come noto il Polo universitario di Agrigento dipende dall’Università di Palermo ed è gestito da un Consorzio, il CUPA (Consorzio Universitario della Provincia di Agrigento). La provincia di Agrigento, uno dei soci fondatori, recede dal consorzio ed altrettanto fa la Camera di commercio cittadina, anch’essa socia del consorzio, adducendo passività di bilancio. Il 5 gennaio il Presidente Crocetta dichiara: “I tre Consorzi universitari siciliani non chiuderanno. Ci attiveremo prestissimo per trovare le soluzioni più adeguate per risolvere la questione”. Di fatto, però, ad oggi non risultano poste in essere azioni concrete da parte della Presidenza Siciliana. Quindi, il Polo Universitario sarebbe costretto alla chiusura e ciò esporrebbe oltre 3.000 studenti all’esodo nelle grandi città universitarie, per chi può permetterselo in questo momento di particolare crisi economica, oppure all’abbandono degli studi universitari. Quest’ultima evenienza è assolutamente da scongiurare perché il diritto allo studio ed la protezione e sviluppo della cultura sull’intero territorio italiano deve avere priorità assoluta su tutto. Un’università pubblica dovrebbe essere finanziata anche se in passivo perché la cultura non è merce di scambio soggetta alle leggi economiche di mercato. Adesso è compito della politica ed in particolare del Presidente Crocetta, data l’estrema gravità della chiusura di un’università cittadina siciliana, intervenire con la massima rapidità e chiarezza e trovare soluzioni in linea con la sua politica volta a dare un volto nuovo alla Sicilia. Le Università non si toccano, sono il vero e l’unico futuro possibile del nostro Paese.
Mi rivolgo al Presidente Crocetta, ricordandole che insieme prendemmo la parola in ricordo di un grande Uomo di Stato, Paolo Borsellino, e dei miei colleghi di scorta, in via D’Amelio. E quindi conosco bene il suo alto senso dello Stato e l’amore per i giovani. Pertanto, prego il Presidente Crocetta di non permettere la fuga dei Nostri ragazzi da Agrigento: consentiamo loro di continuare gli studi e raggiungere i propri sogni in serenità. Ho promesso loro, che se il Polo universitario continuerà a vivere, come giusto che sia, alla prima occasione, andrò a trovarli per fare una lectio magistralis su Cosa nostra, ovviamente senza aggravio per le finanze del Polo universitario.
Invito, studenti universitari e cittadini a firmare la petizione.
Pippo Giordano

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