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Antonio Ingroia, l’urlo nel vuoto

Il Procuratore Aggiunto di Palermo Ingroia lancia un allarme sui verosimili propositi di Matteo Messina Denaro di compiere attentati. Ebbene, come il passato ci insegna e di cui dirò, il grido di allerta del procuratore, invece di essere preso in serio esame, è stato oggetto di considerazioni da parte dell’On. Cicchitto.

Solo che c’è un però! Non c’era affatto bisogno di scomodare Giovanbattista Vico o definire “parole da bar o parole dette a vanvera” quelle pronunciate dal dottor Ingroia. A meno che lei On. Cicchitto non ritenga d’essere l’unico detentore di verità assoluta. Sarebbe stato giusto prestare “orecchio” verso l’urlo del Procuratore invece di fare sterile polemiche.

Non le sembra che così facendo si presta il fianco a Matteo Messina Denaro il quale potrebbe giovarsi da siffatte visioni silenti e contrastanti sulla lotta alla mafia?

Capisco bene che lei non è esperto di cose mafiose, tuttavia potrebbe recarsi nel “Palazzo” accanto al suo, dove ci sono esimi esperti di Cosa nostra che potrebbero ragguagliarla compiutamente. E, mi creda sono talmente esperti da poter salire sulle cattedre e condurre ore e ore di lezioni; sono convinto che attraverso il loro sapere, lei potrebbe giovarsi a tal punto poi di esternare quella giusta e sana considerazione sull’allarme lanciato da procuratore Ingroia.

Capisco anche, che lei e tanti del suo Partito avete un’innata repulsione contro i PM e questo spiega tante cose e le rammento On. Cicchitto che proprio gli urli di Falcone e Borsellino, rimasti inascoltati, sono stati il prodromo della stagione stragista del 92/93. Sarebbe ora di smetterla di considerare alcuni PM come i nemici della classe politica.

Il problema è che sin quando i “pentiti” raccontavano o raccontano le cose di “Cosa loro” erano beatificati. Ma, ahimè, e glielo dico per esperienza personale, appena le dichiarazioni aprivano gli ambulacri del potere, ecco che i PM erano considerati di sinistra, o mentalmente disturbati, come a qualcuno piace definirli, con assordante silenzio del ministro che avrebbe l’onore di difenderli. Il Guardasigilli, non fa altro che applicare le reminiscenze da “picciriddu”, Muto devi stare! Ed infatti, non spende una sola parola a favore dei PM dalle immotivate accuse.

Se una persona come il procuratore Antonio Ingroia, che è bene ripetere è titolare delle inchieste su Cosa nostra e che vanta decennale esperienza di lotta alla mafia, dichiara pubblicamente il suo timore di eventuali stragi, perché non prendere sul serio l’allarme? Qui non è questione di trovarsi in un bar o parlare a vanvera, come lei sostiene On. Cicchitto, qui siamo innanzi al suo pregiudizio nei confronti di Ingroia. Non trovo altre spiegazioni.

E, purtroppo io vedo analogie tra l’urlo di Ingroia e quello di Falcone e Borsellino, con la medesima prosopopea della classe politica di allora: non dare retta ai PM.. Col risultato, però, che l’Italia ha perso dei galantuomini degni di questo nome, mentre non si può dire altrettanto per tanti che siedono nei “Palazzi” del potere.

E la Commissione Antimafia e il Copasir, non sentono e non vedono? Non hanno nulla da dire sulle parole di Ingroia?

Pippo Giordano

da Blogsicilia.it

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