
Quando ad essere indagati sono personaggi che “vivono” al di fuori del Palazzo delle Impunità l’informazione televisiva non tarda a darne visione, anzi ci dà anche l’opportunità di rivedere il momento esatto della commissione del reato, sempre se di reato in questo caso si possa parlare.
La notizia è giunta ieri: la procura di Roma chiederà al ministro della Giustizia di procedere contro Sabina Guzzanti indagata per vilipendio nei confronti del Papa, in riferimento alle affermazioni fatte dall’attrice satirica durante l’intervento alla manifestazione di Piazza Navona dell’8 luglio scorso.
L’attenzione si sposta ora sulla Guzzanti mentre passa praticamente nel silenzio delle nostre televisioni la notizia di qualche giorno fa riguardante il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi condannato dal Tribunale Civile di Milano a versare 25.000 euro di spese processuali al settimanale “The Economist” in seguito al rigetto della querela per diffamazione avanzata da Berlusconi contro il settimanale britannico.
Per quanto possa essere in disaccordo con il tono usato dalla Guzzanti nel suo intervento contro il Papa Joseph Ratzinger, non posso non indignarmi dinnanzi a certe assurdità o forse sarebbe più giusto dire “abitudini da Seconda Repubblica” che si stanno verificando giorno dopo giorno nel nostro Paese; e mi trovo, purtroppo, a dover per una volta concordare con le opinioni più volte espresse dal senatur Umberto Bossi nell’esercizio delle sue funzioni e dall’esercito delle camicie verdi: Italia=Paese truffaldino . Effettivamente accade solo in Italia che un ministro della Repubblica possa permettersi di offendere con un gestaccio uno degli emblemi d’Italia, per altro previsto come reato ai sensi dell’art.292 del Codice penale ma coperto da insindacabilità parlamentare in quanto trattasi di opinione espressa nell’esercizio delle sue funzioni; accade solo in Italia che l’attuale Presidente del Consiglio nel bel mezzo della campagna elettorale abbracci il caro amico Marcello Dell’Utri, condannato con sentenza di primo grado a 9 anni di reclusione con aggiunta di due anni di libertà vigilata e interdizione perpetua da pubblici uffici per concorso esterno in associazione mafiosa; accade solo in Italia che si ringrazia pubblicamente un mafioso, tale Vittorio Mangano, per aver taciuto sui rapporti contigui tra Berlusconi e Cosa Nostra; accade solo in Italia che Salvatore Borsellino venga accusato in una trasmissione televisiva (mi riferisco alla puntata di Iceberg andata in onda in diretta su Telelombardia il 21 luglio scorso e di cui spero al più presto di poter mettere a disposizione il video) di essere invitato nelle trasmissioni solo perché è il fratello di Paolo Borsellino, perché a detta della Santanchè “ se si chiamasse Pizza e Fichi nessuno lo inviterebbe”. Peccato che la Santanchè prima di allora non avesse mai incontrato Salvatore Borsellino, peccato che se avesse saputo la lotta per la legalità che Borsellino conduce ogni giorno sacrificando del tempo alla propria famiglia e al proprio lavoro forse si sarebbe resa conto della grande eredità lasciata da Paolo Borsellino e avrebbe avuto un motivo valido per temere la sua presenza in studio.
Credo di poter continuare per ore, ma ho scritto questo pezzo per rinnovare ancora una volta il mio invito a LOTTARE e a NON AVERE PIU’ SPERANZE, perché siamo arrivati ad un punto in cui anche sperare non è più adatto a cambiare le cose; ci resta solo la FORZA DI AGIRE.

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