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A Silvio Berlusconi

A Silvio Berlusconi
 
Mi domando cosa accadrebbe se anche io come lui affermassi su un podio, con la mano alzata e con il plauso della gente una frase del genere; probabilmente sarei additata immediatamente come fanatica che cerca visibilità o altro ancora.
Ma lui,candidato Premier, a pochissimi giorni dalle elezioni politiche pronuncia questa frase altamente offensiva non solo per i magistrati che oggi, in una società di compromessi, affidata interamente agli accordi politico-economici tra mafiosi e uomini delle Istituzioni, cercano in qualche modo di preservare quella cosa così strana, direi addirittura abnorme che si chiama uguaglianza dei cittadini dinnanzi alla legge (principio per altro sancito da un certo art.3 , se non ricordo male, che costituisce il cuore di quel “pezzetto di carta” che si chiama Costituzione Italiana ), ma anche per quei magistrati che in passato hanno speso la loro vita per questo lavoro.
Se davvero dovessi dare ascolto a queste sue parole allora dovrei giungere alla conclusione che di matti in Italia ne abbiamo avuti davvero tanti e se non ci vogliamo riempire di questi “matti” forse sarebbe necessario istituire una commissione di psichiatri presso le diverse Procure italiane che accertino l’infermità mentale di costoro…forse farebbe risparmiare tempo alla moltitudine di professionisti del diritto che si adoperano alla ricerca frenetica di difetti di forma (si badi bene  la “sostanza non conta”) riguardanti le inchieste di quei “matti” , una ricerca che ha come primo e ultimo fine una giustificazione sommaria in merito all’avocazione o al trasferimento di un magistrato o di un malato di mente che dir si voglia.
Egregio Cavaliere ritengo inammissibile che in una democrazia uno dei poteri previsti e legittimati costituzionalmente, quale la magistratura, venga dissacrata cosi ingiustificatamente da uno “slogan” di campagna elettorale.
I magistrati, già minati nella loro indipendenza nel corso delle legislature precedenti; per lo meno, ora che ci troviamo in periodo di transizione e in attesa di nuove leggi contro “questi matti”, lasciamoli lavorare in pace!
In definitiva, riprendendo una sua famosa frase detta durante un comizio elettorale del 2006, le dico che “ho troppa stima dell’intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro cosi tanti ‘ignoranti’ che possano credere a queste sue gravi parole per altro di natura recidiva, visto i suoi continui e sistematici attacchi alla magistratura.”
Rispondo al Cavaliere Silvio Berlusconi dicendo che i politici dovrebbero essere sottoposti periodicamente ad indagini che ne rivelino la non ingerenza e la non contiguità con la criminalità organizzata.
Grimaldi Dèsirèe

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