Per i pochi che non sanno e per i tanti che dimenticano, giova evidenziare che se il nostro Paese oggi può vantare di aver decimato Cosa nostra, gran parte dei meriti sono ascrivibili a Gianni De Gennaro. Infatti è innegabile che la sua stretta collaborazione e oserei dire di amicizia con Giovanni Falcone, è stata foriera di brillanti successi alla lotta mafiosa. Posso testimoniare, non de relato, che se gli esecutori materiali della strage di Capaci, hanno un volto ed un nome, lo si deve alla lungimiranza di De Gennaro, che ebbe a costituire un team ad hoc, del quale io stesso facevo parte.
De Gennaro, così come alcuni che non ci sono più per essere stati assassinati da Cosa nostra, è stato ed è oggetto di attacchi indiscriminati, accusandolo di essere il “suggeritore” dei pentiti di mafia, di essere il regista di “vendette”, come ipotizzato nella lettera anonima dal “Corvo di Palermo”, poi peraltro risultate prive di fondamento. Ed ora, ritenuto il fautore delle violenze commesse alla Diaz. E, allora rifletto sulle analogie, ovvero, ripensando alle accuse in vita fatte a Giovanni Falcone, anch’esso correo indicato dal “Corvo di Palermo”, per poi osannarlo da morto. Ebbene, Gianni De Gennaro è vivo grazie ad una fortunosa circostanza, che ne ha impedito la sua morte: circostanza, resa possibile da chi avrebbe dovuto dare la “battuta” al commando di killers, pronti a far fuoco e che invece, ha preferito non segnalare la presenza del De Gennaro in un determinato locale. Quindi, se De Gennaro fosse perito nell’agguato, in tanti oggi, persino i suoi detrattori, lo erigerebbero ad icona martirizzata per la lotta alla mafia. No! Non funziona così. Ogni uomo è responsabile delle proprie azioni e voler a tutti i costi costruire teoremi, per denigrare ed infangare qualcuno non è corretto. E a me piacerebbe leggere che la presunzione di innocenza, come peraltro da me più volte evidenziata, anche nei confronti di mafiosi, è un diritto che appartiene a tutti e non distribuirla a piacimento. Eppoi se non erro, proprio De Gennaro è stato assolto per i fatti di Genova, dalla Cassazione.
Il mio rapporto di collaborazione con Gianni De Gennaro, è iniziato nel ’82 ed è terminato nel 95, in tutti quegli anni, il nostro obiettivo era annientare Cosa nostra: in quegli anni ho conosciuto il poliziotto De Gennaro, ho conosciuto un uomo che dal giuramento di fedeltà allo Stato ne aveva fatto una ragione di vita: tutto il resto è pura fantasia.

Be First to Comment