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57 giorni a Palermo. La scorta di Borsellino

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Nella foto da sinistra: Agostino Catalano, Vincenzo Fabio Li Muli, Emanuela Loi,
Claudio Traina, Walter Eddie Cosina (fonte: I caduti della Polizia di Stato)
 
Per la prima volta parla Agnese Borsellino, la moglie del magistrato, che ha deciso di infrangere la regola del silenzio per ricordare chi ha dato la vita per suo marito: la scorta. Lo fa in occasione dello speciale de La Storia siamo noi che presenta “57 giorni a Palermo. La scorta di Borsellino” di Francesca Fagnani, mercoledì 22 luglio su RaiDue alle 23.30.
 

“Per me, come per mio marito, erano persone di famiglia” dichiara Agnese Borsellino “vivevano in simbiosi con noi, condividevamo le loro ansie, i loro progetti. Un rapporto oltre che di umanità, di amicizia e di reciproca comprensione e rispetto. Io, che sono contraria a rilasciare interviste, non ho avuto la forza di sottrarmi a questo dovere perché sono morti per mio marito, per lo Stato. Ho il massimo rispetto per le loro vite”. Gli agenti di scorta – Claudio Traina (27 anni), Agostino Catalano (43 anni), Emanuela Loi, (24 anni) Vincenzo Fabio Li Muli (22 anni), Eddie Walter Cosina (31 anni) – furono massacrati con Borsellino nella strage di via D’Amelio, a Palermo, il 19 luglio 1992. “Mi diceva – racconta la vedova del giudice – Quando decideranno di uccidermi i primi a morire saranno loro.”

(Fonte: La Repubblica, 22 luglio 2009)

 

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