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Posts published in Aprile 2022

Sequestro Cristina Mazzotti, la procura di Milano riapre il caso del 1975

30 aprile 2022 – All’epoca, nel 1975, fu il primo caso di una ragazza sequestrata che morì nella lunga stagione dell’Anonima al Nord. Ma le condanne già inflitte per l’omicidio della diciottenne Cristina Mazzotti, figlia di un ricco industriale, trovata morta in una discarica nel Novarese dopo aver vissuto in un fosso imbottita di psicofarmaci, hanno raccontato solo una parte della verità. Per questo, dopo 47 anni, la procura ha riaperto l’inchiesta, e iscritto per concorso in omicidio volontario aggravato dalla crudeltà quattro nomi nel registro degli indagati. Nomi ‘inconfessabili’ anche per gli imputati già finiti all’ergastolo.

Tra loro c’è l’ex ganster della Milano di Epaminonda, Demetrio Latella, calabrese di 67 anni, che, incastrato da un’impronta, già nel 2007 aveva confessato di aver partecipato al sequestro di Cristina. E aveva tirato in ballo Giuseppe Calabrò, 72 anni di San Luca, uomo d’oro del narcotraffico lomabardo, detto ‘u dutturicchiu’, il dottorino, per via di qualche esame dato all’università; Antonio Talia, 71enne di Africo e l’avvocato civilista 66enne di Bovalino, Antonio Romeo, cognato di Calabrò che mai prima d’ora era stato indagato per il delitto.

Tutti e quattro oggi liberi, sono stati interrogati dai pm Alberto Nobili e Stefano Civardi, e dalla squadra mobile diretta da Marco Calì. E tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, tranne Latella, che avrebbe aggiunto dettagli importanti alla confessione già resa.

A incastrare Latella nel 2007 era stata un’impronta trovata sulla Mini Minor in cui la notte del primo luglio 1975, Cristina fu rapita mentre tornava alla villa di famiglia, a Eupilio, nel Comasco. Già all’epoca erano stati indagati anche Calabrò e Talia, ma il fascicolo finì archiviato per prescrizione dei reati commessi.Servizio del TRG RAI Lombardia a cura di Lorenzo Galeazzi (30 aprile 2022)

L’anno scorso però l’avvocato Fabio Repici, che assiste la famiglia del procuratore ammazzato della ‘ndrangheta Bruno Caccia, scavando su Latella, ha presentato un esposto sul caso Mazzotti, ricostruito anche nel libro I soldi della P2 (scritto dall’avvocato Repici assieme alla giornalista Antonella Beccaria e al giudice Mario Vaudano, ndr). E ha segnalato, tra le altre cose, che nel 2014 le Sezioni unite della Cassazione hanno stabilito che non c’è prescrizione per l’omicidio volontario aggravato. In base a questa sentenza il caso Mazzotti è stato riaperto, nella speranza di riscrivere, definitivamente, questa dolorosa storia.

Giuseppe Legato e Monica Serra (La Stampa)

Nel libro ‘I soldi della P2. Sequestri, casinò, mafie e neofascismo: la lunga scia che porta a Licio Gelli’ (Antonella Beccaria, Fabio Repici e Mario Vaudano), edito da PaperFirst nel 2021, si tratta ampiamente del sequestro e dell’omicidio di Cristina Mazzotti al capitolo n.6,  ‘Archiviazione prestampata’.