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20 aprile 2018 – lettura della sentenza del processo sulla trattativa stato-mafia

20 Aprile 2018
La Corte nell’aula bunker del carcere Pagliarelli di Palermo

Oggi, 20 aprile 2018, alle ore 16 è stata data lettura della sentenza del processo sulla trattativa stato-mafia.

Riportiamo di seguito la ripresa video della lettura della sentenza effettuata da Ferdinando Domè e la trascrizione a cura della redazione.

 

«Visti gli articoli 533, 535 Codice di Procedura Penale dichiara:
Bagarella Leoluca Biagio e Cinà Antonino colpevoli del reato loro ascritto al capo A della rubrica;
De Donno Giuseppe, Mori Mario e Subranni Antonio colpevoli del reato loro ascritto al capo A della rubrica, esclusa la circostanza aggravante di cui all’articolo 61 numero 2) Codice Penale, limitatamente alle condotte contestate come commesse sino al 1993;
Dell’Utri Marcello colpevole del reato ascritto al capo A della rubrica, limitatamente alle condotte contestate come commesse nei confronti del governo presieduto da Silvio Berlusconi;
Ciancimino Massimo colpevole del reato ascritto al capo E della rubrica.

Condanna:
Bagarella Leoluca Biagio alla pena di anni 28 di reclusione;
Cinà Antonino, Dell’Utri Marcello, Mori Mario e Subranni Antonio ciascuno alla pena di anni 12 di reclusione;
De Donno Giuseppe e Ciancimino Massimo ciascuno alla pena di anni 8 di reclusione,
nonché tutti al pagamento delle spese processuali.

Visti gli articoli 28, 29 e 32 Codice Penale dichiara Bagarella Leoluca Biagio, Cinà Antonino, De Donno Giuseppe, Dell’Utri Marcello, Mori Mario, Subranni Antonio e Ciancimino Massimo interdetti in perpetuo dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale durante la pena.

Visti gli articoli 538 e ss. Codice di Procedura Penale, rigettata ogni diversa domanda, condanna:
Bagarella Leoluca Biagio, Cinà Antonino, De Donno Giuseppe, Dell’Utri Marcello, Mori Mario e Subranni Antonio, in solido tra loro, al risarcimento dei danni in favore della parte civile Presidenza del Consiglio dei Ministri liquidati in complessivi € 10 milioni, e in favore delle altre parti civili, Presidenza della Regione Siciliana, Comune di Palermo, Centro Studi Iniziative Culturali Pio La Torre e Libera Associazione nomi e numeri contro le mafie, nella misura da liquidarsi davanti al competente giudice civile;
Bagarella Leoluca Biagio, Cinà Antonino, De Donno Giuseppe, Mori Mario e Subranni Antonio, in solido tra loro, al risarcimento dei danni da liquidarsi davanti al competente giudice civile in favore della parte civile Associazione tra familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili;
Ciancimino Massimo al risarcimento dei danni da liquidarsi davanti al competente giudice civile in favore della parte civile Giovanni De Gennaro.

Condanna altresì:
Bagarella Leoluca Biagio, Cinà Antonino, De Donno Giuseppe, Dell’Utri Marcello, Mori Mario e Subranni Antonio, in solido tra loro, al pagamento delle spese processuali sostenute dalle seguenti parti civili, liquidate nella misura per ciascuna indicata:
Presidenza del Consiglio dei Ministri, Presidenza della Regione Siciliana, in complessivi € 17.437, di cui € 2.374 per spese, oltre IVA e CPA come per legge;
Comune di Palermo in complessivi € 14.531, di cui € 1.895 per spese, oltre IVA e CPA come per legge;
Centro Studi Iniziative Culturali Pio La Torre in complessivi € 11.196, di cui € 2.772 per spese, oltre IVA e CPA come per legge, disponendone il pagamento in favore dello Stato;
Libera Associazione nomi e numeri contro le mafie in complessivi € 19.448, di cui € 2.536 per spese, oltre IVA e CPA come per legge, distratta in favore dell’Avv. Vincenza Rando dichiaratasi antistataria.

Bagarella Leoluca Biagio, Cinà Antonino, De Donno Giuseppe, Mori Mario e Subranni Antonio, in solido tra loro, al pagamento delle spese processuali sostenute dalla parte civile Associazione tra familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili liquidate in complessivi € 18.413 di cui € 2.041 per spese, oltre IVA e CPA come per legge;

Ciancimino Massimo al pagamento delle spese processuali sostenute dalla parte civile Giovanni De Gennaro liquidate in complessivi € 11.667, di cui € 1.731 per spese, oltre IVA e CPA come per legge.

Visto l’art. 530 Codice di Procedura Penale assolve:
Subranni Antonio, Mori Mario e De Donno Giuseppe dal reato ascritto al capo A della rubrica, per le condotte contestate come commesse successivamente al 1993, per non avere commesso il fatto;
Dell’Utri Marcello, dal reato ascritto al capo A della rubrica, per le condotte contestate come commesse nei confronti dei governi precedenti a quello presieduto da Silvio Berlusconi per non avere commesso il fatto;
Mancino Nicola dal reato ascritto al capo B della rubrica perché il fatto non sussiste;
Ciancimino Massimo dal reato ascritto al capo B della rubrica perché il fatto non sussiste.

Visti gli articoli 157 e ss. Codice Penale, 69, 129, 531 Codice di Procedura Penale dichiara:
non doversi procedere nei confronti di Brusca Giovanni, concesso la circostanza attenuante speciale prevista dall’art. 8 del D.L. 13 maggio 1991, n. 152, ora art. 416 bis (…) estingue il reato contestato per intervenuta prescrizione e nei confronti di Riina Salvatore per estinto reato contestato per morte del reo.

Visto l’art. 544 comma 3) Codice di Procedura Penale indica in giorni 90 il termine per il deposito della motivazione della sentenza.

L’udienza è tolta.»

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