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Paolo Borrometi: Io non taccio. Quando il giornalismo è potente strumento antimafia.

Noi, come Movimento Agende Rosse Reggio Emilia e provincia,  abbiamo pensato e costruito una serie di quattro eventi che si terranno nei giorni 9 e 10 novembre nella nostra città e provincia. Il secondo evento lo abbiamo costruito con piacere insieme a Libera e si terrà alle ore 10 nella Sala Tricolore del Comune di Reggio Emilia. Ci teniamo a sottolineare l’importanza e il significato dell’essere accolti da questa sala che ha visto tanti anni fa la nascita del Tricolore italiano. Oltre al luogo, ci emozionano molto i nostri ospiti: Sabrina Pignedoli, giornalista e autrice del libro “Operazione Aemilia”,  Paolo Bonacini, giornalista inviato al processo Aemilia da CGIL RE e fattoquotidiano.it, Stefano Morselli giornalista che modererà la mattinata. Valeria Calzolari attrice e Giada Fontanelli musicista introdurranno in modo significativo e prezioso i relatori.

Infine, ma chiaramente non per importanza, la giornata in sala Tricolore vedrà la presenza del giornalista d’inchiesta: Paolo Borrometi nato nel ’83 a Ragusa, Sicilia. Paolo denuncia da anni gli intrecci tra mafia e politica: “Questo paese non ha bisogno di eroi, ma di cittadini che facciano il loro dovere” “Abbiamo bisogno di uomini d’amore non di uomini d’onore“. Anche dopo le minacce di morte e la grave aggressione subita nel 2014 Paolo Borrometi continua a parlare, a scrivere a sperare di essere letto perché questo può fare la differenza. Dice di sè: “Non sono un eroe, sono solo uno che fa il proprio dovere.” Da allora Paolo vive insieme, accanto alla scorta. Ci chiediamo dove sta la libertà di parola, di scrittura, del fare, come si deve, il giornalismo. 

Paolo Borrometi sostiene che ora c’è bisogno di schierarsi, di sapere e decidere da che parte si sta. La libertà è ciò che di più importante l’uomo possa avere e pretendere. Cantava Fabrizio De André :”Libertà l’ho vista dormire nei campi coltivati… protetta da un filo spinato… Libertà l’ho vista svegliarsi ogni volta che ho suonato“. 

Il titolo dell’iniziativa del 10 novembre così recita: Paolo Borrometi: “IO NON TACCIO.  Quando il giornalismo è potente strumento antimafia.” Proprio per questo evento e per questo motivo abbiamo pensato di coinvolgere gli studenti degli ultimi anni delle superiori della nostra città. Perché loro sono potente strumento della costruzione del futuro. Perché è fondamentale ascoltare, leggere. Dopo non si può dire di non conoscere, di non sapere. Solo così si può decidere da che parte si vuol stare e si può decidere di non tacere. Attraverso la collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti, sono stati introdotti i crediti per i giornalisti, proprio perchè democrazia e  legalità insieme  necessitano di giornalismo libero e d’inchiesta: solo così il giornalismo è un potente strumento antimafia.

Chi entrerà sabato mattina nella sala Tricolore vedrà la disposizione delle persone, degli ospiti, degli studenti, delle associazioni, delle autorità, degli artisti.  Man mano che le persone si siederanno si potrà notare che la grande sedia posta al centro sarà e rimarrà vuota per accogliere con tutta l’emozione simbolica tutte quelle donne che, se anche avessero voluto essere lì, non possono e non potranno esserci perché un uomo le ha uccise. Inoltre quella sedia vuota che colpisce chi guarda, vuole essere una riflessione, un abbraccio alla giovane ragazza violentata 3 mesi fa nella nostra città e a tutte le donne che hanno subito la stessa mostruosità in qualsiasi parte del pianeta! La violenza e la mafia non vivono in quartieri separati.

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