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Reintegrate Di Matteo nel pool d’inchiesta sulle stragi!

26 Maggio 2019

Apprendiamo oggi la notizia della revoca del Dott. Antonino Di Matteo dal neonato Pool d’inchiesta sulle stragi e mandanti esterni, di cui fanno parte anche Franca Imbergamo e Francesco Del Bene.
Secondo il Procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho, nelle dichiarazioni rilasciate al giornalista Andrea Purgatori nella trasmissione “Atlantide”, il sostituto procuratore nazionale antimafia avrebbe diffuso notizie coperte da segreto in merito all’inchiesta incaricata, facendo venire meno il “rapporto di fiducia all’interno del gruppo e con le direzioni distrettuali antimafia”.

Pur stimando la personalità del PNA, riteniamo che, in questa situazione, abbia compiuto una scelta non condivisibile ma soprattutto potenzialmente pericolosa nei riguardi dell’incolumità dello stesso Di Matteo, che in questo modo si ritrova ulteriormente emarginato e delegittimato.
Ricordiamo, infatti, che secondo alcune testimonianze di collaboratori di giustizia, vi sarebbero 200 kg di tritolo pronti ad assassinare il togato a seguito di un ordine operativo di attentato assegnato dall’allora capo di cosa nostra, Salvatore Riina, durante l’ora d’aria con il mafioso della SCU Alberto Lorusso, presso il carcere di Opera (MI).
Inoltre, dalle parole rilasciate dal magistrato su “LA 7”, non abbiamo riscontrato nessun nuovo elemento che non fosse già stato da noi e dai principali organi di informazione ribadito nel corso degli ultimi anni.

Negli anni abbiamo compreso che non si muore solo attraverso le armi da fuoco; il Movimento delle Agende Rosse e il suo Presidente Salvatore Borsellino quindi, esprimono la propria estrema e convintissima vicinanza ad Antonino Di Matteo che riteniamo tra i migliori professionisti ed esperti della mafia stragista e dei suoi sistemi criminali.
Ci auguriamo altresì, che il CSM respinga questo provvedimento e che lo stesso Cafiero De Raho di cui abbiamo apprezzato la scelta e le nomine per questo team d’inchiesta sulle stragi, possa rivedere la sua posizione, riaccogliendo Di Matteo e le sue elevate competenze all’interno di queste delicate indagini.

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