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Negazione e sottovalutazione: terreno fertile per il radicamento mafioso

14 Aprile 2018

di Sabrina Natali

Apprendiamo dell’articolo di Antonio Lecci pubblicato sul “Resto del Carlino” che ha dato ampio spazio a Ermes Coffrini, ex sindaco per  19 anni a Brescello (RE). Nonostante il TAR e il Consiglio di Stato abbiano confermato la correttezza della scelta di sciogliere per mafia il comune di Brescello, Ermes Coffrini afferma che non vi siano fondamenta per questa decisione arrivando a dire, riferendosi al processo Aemilia che “nessun residente nel Comune di Brescello risulta colpito in questa indagine”, a riprova della superficialità con la quale il sindaco storico di Brescello affronta il tema.
Tre sono gli imputati già condannati nel rito abbreviato di Aemilia:
Gerace Antonio
e Gessica Diletto rispettivamente cognato e figlia del più famigerato Alfonso Diletto, membro del “direttorio” di Grande Aracri, capo cosca che agiva nella zona di Brescello e Parma condannato a 14 anni e 2 mesi. Doveroso, inoltre, ricordare la condanna di primo grado per “minacce di stampo mafioso” nei confronti di un’altra residente, Catia Silva.
Diletto è stato condannato il 29 marzo 2017 insieme ad altri 4 residenti di Brescello: Rondinelli Carmine, Rondinelli Girolamo, Frijio Salvatore e Salvatore Grande Aracri, figlio di Francesco Grande Aracri e nipote del boss Nicolino Grande Aracri. Importante sottolineare che in questi giorni Diletto è stato nuovamente tirato in ballo dal collaboratore di giustizia Giuseppe Liperoti, nipote di Nicolino Grande Aracri, in merito a un suo ruolo nell’omicidio di Antonio Dragone.

Nonostante si tratti di giudizi non ancora definitivi, e senza pertanto mai dimenticare la presunzione di innocenza fino al passaggio in giudicato delle sentenze, già in diverse occasioni i Coffrini, unitamente a Don Evandro, hanno dimostrato quantomeno superficialità e sottovalutazione di fronte alla presenza mafiosa nel loro territorio.
Non è certo una novità ricordare che riferirsi a condannati per associazione di stampo mafioso con frasi benevole equivale a un importante segnale di rassicurazione nei confronti delle cosche. Tanto più se parliamo del fratello del boss indicusso della potente cosca Grande Aracri. Francesco Grande Aracri ha sì scontato la sua pena, ma non si è mai, unitamente alla sua famiglia residente nel comune di Brescello, dissociato dalle azioni sanguinose del fratello condannato a 30 anni nel processo Kyterion.

Riteniamo che continuare su questa strada di negazione, soprattutto alla importante e delicata vigilia delle elezioni amministrative a Brescello, rechi grande danno a quel passo in avanti necessario per rialzare la testa e prendere le distanze dal recente passato. Abbiamo grande fiducia nella ripresa di questo bellissimo paese, ma riteniamo che possa avvenire solamente se avrà la forza di prendere atto di quanto successo e di iniziare un cammino per comprendere quanto il sistema mafioso, anche se silente, sia un’erba infestante che soffoca lentamente le altre piante e per questo vada estirpata senza se e senza ma.

Un’ultimo appunto per l’ex sindaco Ermes Coffrini che riferisce che “Brescello è stato sacrificato per stornare l’attenzione da altre situazioni più importanti”: auspichiamo che, essendo a conoscenza di quali siano queste “situazioni importanti” abbia già riferito agli organi inquirenti.

Agende Rosse – gruppo Mauro Rostagno – Modena & Brescello

 

‘Ndrangheta a Reggio Emilia, tre arresti per gli omicidi Vasapollo e Ruggiero del 1992: “La polizia ha eseguito le misure questa mattina per fare luce su 2 omicidi consumati a Reggio Emilia e Brescello nel 1992 nell’ambito di una feroce guerra di mafia combattuta tra la Calabria e l’Emilia”

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