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Mafia tra noi, come batterla?

(clicca l’immagine per ingrandire)

di Patricia Ferreira e Guido di Gennaro

Gli studenti della scuola media Don Milani di Orbetello hanno aderito all’iniziativa del quotidiano La Nazione che ha proposto per l’anno scolastico 2017-2018 la 16° edizione del «Campionato di giornalismo» intitolato «Cronisti in classe 2018».

Nella pagina da loro elaborata, hanno ricordato l’incontro avuto il pomeriggio del 3 ottobre scorso con Angelo Corbo e Francesco Mongiovì, che in quei giorni, aderendo all’invito del gruppo Agende Rosse Agostino Catalano della Maremma, hanno partecipato a numerosi incontri pubblici e nelle scuole.

Fa particolarmente piacere notare che un’attività organizzata diversi mesi fa, fra l’altro durante un pomeriggio e con partecipazione assolutamente volontaria, abbia suggerito l’argomento che, al di là di qualche imprecisione, è stato trattato nella pagina del quotidiano.

Accedendo alla pagina del giornale, è possibile votare il lavoro svolto dai ragazzi.

 

Mafia tra noi, come batterla?
La morte di Falcone e Borsellino, gli agenti di scorta chiariscono le idee

IMPEGNO Francesco e Angelo facevano parte della scorta di Falcone (clicca sull’immagine per ingrandire)

NEI PRIMI giorni di novembre sono venuti nella nostra scuola Francesco e Angelo, due sopravvissuti della scorta di Giovanni Falcone.
Ci hanno raccontato le stragi in cui sono stati coinvolti: le vittime prescelte sono state i due importanti magistrati che hanno cercato di combattere la mafia fino all’ultimo momento della loro vita.
Il primo attentato è avvenuto il 23 maggio del 1992 nell’autostrada che va da Punta Raisi a Palermo, vicino Capaci.
La scorta era costituita da tre macchine e all’interno della seconda si trovava Falcone assieme a sua moglie.
La prima macchina della fila fu catapultata in aria e percorse centocinquanta metri, in seguito all’esplosione causata dai cinquecento chilogrammi di tritolo posizionati dai mafiosi sotto la grata di un tombino.
La seconda macchina andò a sbattere contro un muro di cemento che si alzò a causa dell’esplosione, Falcone e sua moglie morirono appena arrivati in ospedale per via di un’emorragia interna.
Infine la terza macchina, sulla quale si trovava Francesco, uno dei sopravvissuti che ci hanno raccontato le loro storie, appena ci fu lo scoppio volò in aria e quando riatterrò tutti i pezzi di cemento e asfalto caddero sopra di loro; nonostante ciò riuscirono comunque ad aprire lo sportello e ad uscire.
Borsellino morì invece cinquantasei giorni dopo, precisamente il 19 luglio 1992, in un altro attentato sotto casa di sua madre.
Quando si ritrovò a suonare il campanello una bomba che si trovava all’interno di una macchina parcheggiata lì accanto, venne azionata e scoppiò uccidendo non solo lui ma anche alcuni agenti della scorta.
La domanda che noi ci poniamo è: come sconfiggere la mafia? Naturalmente ci sono la polizia e la magistratura, ma, come ci hanno detto Francesco ed Angelo, è importante anche il ruolo di noi ragazzi ed il modo in cui ci comportiamo tutti i giorni.
Ad esempio, se un ragazzo è un bullo, si comporta male con gli altri e non rispetta le regole c’è la probabilità che questo da grande commetta azioni illegali o che entri perfino all’interno di clan mafiosi.
Proprio per educarci alla legalità Francesco ed Angelo girano per le scuole dell’Italia e, insieme ad altri agenti delle scorte, hanno creato l’associazione dell’Agenda rossa.
Il nome è stato preso appunto dall’agenda in cui Borsellino scriveva le sue annotazioni riguardanti le organizzazioni criminali mafiose.
Il giorno dell’attentato Borsellino, come al solito, la portava con sé in una valigetta ma dopo la tragedia l’agenda non fu mai più ritrovata.
Francesco e Angelo non hanno voluto che li chiamassimo eroi, ma di sicuro per noi lo sono, perché ogni giorno mettono a repentaglio le loro vite per difenderci dalla criminalità.

PEER EDUCATION – I RAGAZZI DELLE MEDIE HANNO INCONTRATO GLI STUDENTI DEL LICEO DI ORBETELLO
Denunciare le ingiustizie: iniziamo da qui

ESPERIENZA Un momento dell’incontro

«PER COMBATTERE bisogna sapere», questo é il motto usato da noi ragazzi per sconfiggere la mafia.
La nostra scuola ha ospitato i ragazzi del liceo di Orbetello per una conferenza, durante la quale ci hanno raccontato la loro esperienza in Sicilia nei territori confiscati alla mafia.
La mafia è «cosa nostra», essa è definita una grande «famiglia ».
I membri, per farne parte, stipulano un patto di sangue che può essere sciolto solo con la morte.
La mafia si allarga a macchia d’olio in modo invisibile in tutti i campi, da tutte le parti d’Italia.
Oltretutto, i mafiosi riescono a corrompere i politici, per cambiare le leggi a loro favore.
Due magistrati, che combatterono la mafia, furono Falcone e Borsellino.
Il primo, nato il 18 maggio 1939, fu assassinato nella strage di Capaci il 23 maggio 1992 insieme alla moglie e a tre uomini della sua scorta; il secondo nato il 19 gennaio 1940, è stato assassinato da cosa nostra assieme a cinque agenti della sua scorta nella strage di via d’Amelio.
Per conoscere più approfonditamente la storia di questi due magistrati, noi studenti abbiamo incontrato il fotografo Tony Gentile, autore della famosa fotografia che ritrae Falcone e Borsellino sorridenti uno accanto all’altro.
Il fotografo ci ha raccontato i momenti terribili che ha immortalato nelle sue foto come quello della strage di Capaci e quello della strage di via d’Amelio.
Un altro esempio di martire della mafia fu Peppino Impastato.
La famiglia di questo giovane era mafiosa, ma lui per tutta la vita combattè la mafia, creando anche una stazione radiofonica dalla quale denunciava tutte le angherie e i soprusi che i malavitosi locali perpetravano ai danni di coloro che si ribellavano alle loro imposizioni.
Spesso comportamenti mafiosi possono appartenere anche ad ognuno di noi, quando non denunciamo un fatto grave o quando permettiamo cose ingiuste.
Quindi, per sconfiggere la mafia e l’ingiustizia, ognuno deve partire da se stesso per migliorarsi e per incontrare l’altro in modo accogliente e propositivo.

RIFLESSIONI
Mai abbassare i livelli di attenzione

IN ITALIA, la Mafia non è presente solo nella zona meridionale del Paese, ma col tempo si è ramificata anche nella zona centrale e nel Nord.
Nelle regioni in cui non c’è una tradizionale presenza mafiosa, il fenomeno criminale maggiormente diffuso è il riciclaggio di denaro sporco.
Il riciclaggio di denaro è un insieme di operazioni per dare una sembianza lecita a capitali la cui provenienza è in realtà illecita, rendendone così più difficile l’identificazione e la successiva confisca e costituisce un «ponte» tra la criminalità e la società civile.
Esistono vari metodi di riciclaggio: investire i soldi in paradisi fiscali o aziende offshore, investire in immobili o scommettere su eventi falsati.
Nemmeno la Toscana è esclusa da questo fenomeno.
Per esempio, Prato è la «capitale» del riciclaggio del denaro sporco in Toscana e non solo, esiste un’alleanza con gli esponenti della criminalità straniera, che si dedica all’importazione e allo smercio di sostanze stupefacenti.
Anche Firenze è un obiettivo della Mafia, essa ha acquistato esercizi commerciali per «ripulire» il denaro illecito.
Quindi, la mafia può essere presente anche intorno a noi.
Le mafie cercano di non utilizzare la violenza per paura di attirare l’attenzione ma cercano solo di accumulare una certa quantità di denaro sporco per far sì che anche la Toscana possa essere una delle regioni più temute.
Esistono associazioni che tentano di ostacolare la mafia ma spesso sono circondate dal disinteresse generale.
Per questo invitiamo tutti a diventare cittadini responsabili e vigili nel proprio territorio.

LA REDAZIONE

LA PAGINA è stata realizzata dagli studenti Bacci Alessandro, Benedetti Simona, Caraman Sara, Casini Gioia, Cecconi Sebastiani, Celata Alberto, Ciochina Eugenia, Del Sere Guya, Generosi Matteo, Giorgini Celeste, Labia Emanuela, Licenziato Cristina, Licenziato Sofia, Lupo Lorenzo, Mattera Davide, Pelosi Tommaso, Picchianti Giorgia, Ricci Aurora, Sabatini Tommaso, Sandroni Giulia, Sartori Francesco, Velotto Vittoria, Vichi Aurora, Alocci Gabiele, Baghini Lorenzo, Benedetti Luisa, Bianco Pierpaolo, Buta Andrei, Ciuta Denisa Antonia, Covitto Viola, D’Amico Benedetta, De Luca Aurora, De Maria Pietro, Di Chiara Bernardo, Ercoli Vittoria, Fernando Matteo, Fusini Ginevra, Galeazzi Riccardo, Galloni Federica, Marri Francesco, Mecarozzi Michele, Picani Alessia, Rossi Sebastiano, Sabatini Tommaso, Sinibaldi Alice, Tofanelli Lisa, Traupe Stella, Zago Lucrezia. Bertocchi Rebecca, Bianchi Gianluca, Bindi Beatrice, Bordonaro Miriam, Capitani Giulia, Cossu Filippo, Ercole Asia, Fantaccini Elena, Francia Gianluca, Gabrielli Michelangelo, Genovese Carlotta, Grassini Giulio, Gudunas Ginevra, Landini Nicolas, Loffredo Leonardo, Manuguerra Alice, Marchini Leonardo, Nulli Francesco, Pecciarelli Linda, Poscia Asia, Ropkhwaen Pimonrat, Tinti Chiara, Zapodeanu Yanis.
Insegnanti tutor Gabriella Solari, Anna Passeri e Annalisa Nencioni.
Dirigente scolastico Nunziata Squitieri.

 

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